“Whitney Houston era bisessuale”: lo rivela il documentario non autorizzato dalla famiglia

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Nel film diversi membri dello staff confermano la relazione tra la cantante e l'assistente Robyn Crawford: "Erano fatte l'una per l'altra".

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Whitney Houston sarebbe stata bisessuale. È quanto emerge dal nuovo documentario sulla vita dell’artista dal titolo Whitney: Can I Be Me? presentato il 26 aprile al Tribeca Film Festival. Per i realizzatori del progetto l’artista aveva una relazione con l’ex assistente Robyn Crawford.

L’argomento è stato affrontato dall’ex stilista della Houston, Ellin Lavar: Non penso che lei fosse gay. Penso fosse bisessuale. Robyn era il suo posto speciale. Lì Whitney si sentiva protetta e al sicuro. Secondo molti tabloid la Crawford è stata a lungo l’amante di Whitney, che all’epoca era ancora sposata con Bobby Brown.

La locandina del documentario diretto da Nick Broomfield

Robyn e Whitney erano due anime gemelle svela nel film Kevin Ammons, ex membro della security. “Erano inseparabili. Tra di loro c’era un’intesa indissolubile e Bobby Brown sapeva di non poter rimuovere Robyn dalla vita di Whitney. Voleva essere l’uomo della relazione. L’allontanamento poi sarebbe stato dovuto dalla partenza della cantante per il tour mondiale My Love is Your Love.

Il nuovo documentario è stato prodotto senza il consenso della famiglia, rifiutatasi di rilasciare delle interviste, mentre gli eredi pare abbiano persino tentato di sabotare il progetto.

Whitney Houston è morta l’11 febbraio 2012 annegata nella sua vasca da bagno a causa di un overdose da farmaci, di lì a poche ore avrebbe dovuto esibirsi sul palco dei Grammy Awards.

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