E’ DI SCENA IL SESSO

Torna "Oh! Calcutta!", fino ad aprile nei teatri italiani.

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Quando Kenneth Tynan, brillante critico inglese, chiese a personaggi come Samuel Beckett, Sam Shepard, John Lennon di descrivergli le loro fantasie sessuali per ricavarne un musical, pochi avrebbero scommesso sul successo planetario di questo spettacolo. E invece, forte degli oltre 85 milioni di spettatori che ha conquistato dal suo debutto, torna a Napoli e poi fa tappa a Bologna, Firenze, Livorno e Milano Oh! Calcutta!, con la regia di Tony Red Boy. Sul palco del teatro Bellini dieci giovani attori nudi danno vita a una serie di scene sulle diverse maniere di vivere e intendere il sesso. Pratiche solite e insolite, giochi consueti o spinti. Niente che possa ormai scandalizzare davvero il pubblico di oggi, temprato da ben più forti e quotidiane visioni. Tuttavia, se la carica eversiva appare un po’ svaporata, si conserva invece ancora intatta la valenza di leggerezza su cui si regge tutto lo spettacolo, che invita a considerare il sesso, in tutte le sue accezioni, con più apertura e meno pregiudizi.

Debutto a New York (nella puritana Inghilterra la messa in scena sarebbe stata impensabile) il 17 giugno del ’69 all’Eden Theatre. Nella prima di oltre settemila repliche, i riflettori si accesero sugli attori-cantanti che si muovevano in maniera provocante vestiti solo di un accappatoio di cui si sarebbero liberati subito. Ecco perché questo divenne "lo show più controverso per adulti maturi", come recita la copertina della colonna sonora composta da The open window.

Il titolo è rubato al quadro del pittore surrealista Clovis Trouille ripreso nella locandina: una donna nuda di schiena con i glutei ornati da una fogliolina verde. Sotto si maschera un gioco di parole, che funziona solo in francese: Oh Calcutta può significare infatti "oh, che bel sedere che hai".

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