Amore vs Amicizia. Chi la spunta?

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La passione irrazionale dell'amore e l'abnegazione dell'amicizia. I due sentimenti non possono competere nella stessa categoria, ma nonostante questo sono spesso l'uno contro l'altro.

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Sabato pomeriggio dalla finestra della mia camera da letto stavo guardando con terrore la neve scendere giù a fiocchi grossi come palle da baseball. Non che la detesti, per carità, se ti trovi in uno chalet di montagna, con un caminetto scoppiettante, una bottiglia di lambrusco e la nazionale di hockey canadese ti ha appena bussato alla porta per chiederti rifugio dopo che al loro albergo non risulta esserci alcuna prenotazione a loro nome, la neve è perfetta. Ma a Roma, se cadono gli stessi centimetri di quanti solitamente sono previsti nel deserto del Mojave, si paralizza la circolazione, chiudono le scuole, si dichiara la legge marziale e le sette inneggiano al suicidio di massa. 

Nonostante questo il mio amico D, trasferitosi da poco a Roma dalle pendici delle Alpi e quindi geneticamente munito di liquido antigelo al posto del sangue, mi esorta a fare comunque 4 passi in centro con lui. Al primo sento freddo, al secondo mi si bagnano i piedi (le scarpe da ginnastica non sono esattamente quel che si definisce un’attrezzatura da montagna), al terzo cerco un’enoteca e al quarto entriamo dentro per cercare conforto e tepore in un bicchiere di vino rosso. La neve non accenna a placarsi, ma visto da lì dentro mi spaventa un po’ meno.

D, corroborato dalla gradazione del suo Amarone, mi racconta di un suo carissimo amico che pochi giorni prima ha ricevuto dalla sua azienda un soggiorno premio in una SPA molto rinomata della loro zona. "Insomma, io sono il suo miglior amico ero convinto che chiedesse a me di condividere il fine settimana e invece che fa? Invita uno con cui sta uscendo da neppure un mese. Capisci? 4 settimane che si conoscono e senza il minimo ripensamento lo dice a lui e non a me? Dopo tutti gli anni di amicizia che abbiamo alle spalle!".

D vorrebbe sembrare meno coinvolto mentre fa roteare l’ampolla di vetro da esperto enofilo facendo così rinvenire l’aroma del vino, ma è evidentemente mortificato da quello che sente quasi un tradimento del loro rapporto amicale, e io condivido in pieno la sua disapprovazione. Nella mia vita sono stato molto più amico che fidanzato e in questi 10 anni di zitellanza coatta ho avuti tantissimi amici che nel frattempo, meno bloccati sentimentalmente di me, si sono accoppiati, lasciati e rifidanzati di nuovo. Alcuni di loro sono per me quasi dei fratelli e per quanto mi renda benissimo conto che a prevalere sul sentimento della gelosia dovrebbe essere la gioia che scaturisce dalla felicità del proprio amico nell’aver trovato l’amore, la sensazione che purtroppo provo è lo sdegno che potrebbe sentire un ligio impiegato che si vede soffiato il posto a lungo agognato da una procace e spregiudicata neoassunta che messe le tette in bocca al capoufficio gli frega il posto in un attimo.

Insomma, in questo Celebrity Deathmatch sulla sinistra, in calzonici rosa e pon pon colorati, abbiamo la passione travolgente e irrazionale dell’amore, sulla destra, in un rigoroso abito di fumo di Londra e colletto inamidato, la fedeltà e l’abnegazione dell’amicizia. Chi dei due la spunterà? I due sentimenti effettivamente non possono competere nella stessa categoria, ma nonostante questo sono spesso l’uno contro l’altro.

Ma come, mi dico, io sto qui accanto al mio amico da anni, uscite insieme, telefonate quotidiane, ridiamo delle stesse cose, ci confrontiamo, lo spalleggio, lo conforto quando serve e a ogni richiesta d’aiuto corro senza pensarci due volte come un pompiere di New York verso un incendio e poi conosce uno, e dopo neppure una settimana devo rivolgermi alla Sciarelli per capire che fine abbia fatto?

Capisco che l’energia profusa in un rapporto sentimentale appena sbocciato è pari solo a quella necessaria per far superare a uno Shuttle la forza d’attrazione terrestre e quindi, al netto del tempo volutamente impiegato per esso, quello forzatamente dedicato al lavoro, quello fisiologico per il sonno, il cibo, la cacca e la pipì, rimane ben poco da dedicare agli amici ma la cosa, razionalmente ineccepibile, continua sempre a procurarmi urticanti rodimenti intestinali. "Ah, sabato sera sei occupato? Certo ti devi vedere con… come si chiama… Marco! Allora che faccio, prendo appuntamento tra 3 settimane per vederti?". Lo so che sembra la reazione piccata di un’amante trascurato ma un amico a volte è anche un po’ questo.

Insomma, è pur vero che forse, avessi anche io uno straccio d’uomo che mi porta al cinema, a mangiare una pizza e poi sul materasso di un letto, non starei a fracassare l’anima dei miei amici neofidanzati ma comunque non capisco perché l’amicizia deve cedere sempre il passo all’amore, anche quando questo è ancora meno di un feto, richiedendo a noi altri di comprendere e capire, accettando il fatto che l’amore assorbe, succhia e a volte persino sequestra i nostri fratelli elettivi.

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