La Diamond: “Incanto le notti a Muccassassina sognando l’abito bianco”

Inizia oggi il viaggioalla scoperta dello scintillante mondo delle drag, partendo da Roma.

Enrico di giorno e La Diamond di notte, sul palco di Muccassassina, uno dei party lgbtq più scintillanti dello Stivale. Ventisettenne, trasferitosi a Roma otto anni fa da una cittadina dell’entroterra siciliano, con il nome d’arte di La Diamond oggi Enrico è diventato uno dei personaggi di punta del nightclubbing capitolino. Dopo il diploma professionale, la scelta di proseguire gli studi nel settore della moda frequentando nella Città Eterna un’accademia specializzata, poi qualche stage e dei lavoretti come disegnatore in alcuni atelier, sperimentando in vari settori. “Una vita dedicata a questo”, commenta Enrico, che proviene da una famiglia di sarti e ha il talento del vestire cucito addosso. Poi, quando entra per la prima volta in una discoteca a Roma, a Muccassassina, è amore a prima vista: le luci, il palco, il calore del pubblico lo seducono e il “Party con le Corna” diventa il bozzolo della sua trasformazione e la casa del suo alter ego artistico, La Diamond. A partire dal palco di Mucca, dove è resident da quattro anni, un vortice di esibizioni in giro per l’Italia, dal Pila Pride in Val d’Aosta a Firenze, da Napoli fino al teatro e ai party à la page di AltaRoma. E oggi La Diamond si racconta a Gay.it.

Il lavoro in discoteca è oggi il tuo lavoro principale?

Mi sono avvicinato al mondo della discoteca perché ero attratto da quello che si può realizzare a livello stilistico su un palco: creare costumi fuori dagli schemi e poterli indossare… Oltre a vestire i panni della drag queen sono anche costumista e attualmente è il mio lavoro principale.

La tua famiglia sa che sei una drag queen. Che ne pensano i tuoi?

Sono i miei fan più accaniti. Non ho segreti con loro. In maniera molto graduale ho presentato loro la figura della drag queen quando lavoravo come costumista e poi, il giorno che per gioco ho iniziato io, erano lì con me a decidere come vestirmi. A seguirmi è più mia sorella in realtà, i consigli li chiedo a lei!

Ricordi la prima drag queen che hai visto in vita tua?

Ho un vago ricordo di un programma tv locale siciliano. Vidi un servizio su un uomo che di giorno lavorava e la sera si esibiva en travesti in locali di cabaret. Mostrava i suoi costumi, i copricapo. Ma è davvero un ricordo sfocato… Mentre, a Roma, le prime drag queen che vidi furono quelle di Mucca. Era Halloween e le drag sul palco erano Fuxia, Alba, Tsunami e Nina Butterfly. Quella notte tornai a casa eccitatissimo. Nina Butterfly non l’ho mai più rivista, mentre con le altre ho poi condiviso il palco.

Come hai iniziato a fare la drag queen?

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Diventai amico di Fuxia e realizzai per lei qualche costume. Stando a contatto con l’ambiente decisi di provare a fare i casting per Muccassassina, ma non ero pronto (anzi, ero oscena!). Provai poi con un concorso per drag, ma anche in quella circostanza non mi sentivo abbastanza preparato. Ho lavorato sul mio personaggio e un giorno ho deciso lanciarmi in questa avventura. Era l’estate del 2011. Il direttore artistico di Muccassassina era Diego Longobardi e anche l’art director successivo, Angelo Pellegrino, mi ha confermato per le tre stagioni a venire.

Ci racconti la tua prima esibizione?

Non era un’esibizione da solista, ma con ballerini e vocalist. La serata era a tema Caraibi e io ero vestita con un abito con stampe tropicali, una stella marina vera in testa, dei fiori di strelitzia e grandi piume di fagiano. Ero morta e non me ne ero accorta! Ricordo che tremavo; la pista pienissima mi ha praticamente bloccato, ma la vista dei miei amici sotto il palco e le urla del pubblico mi hanno aiutata molto e da allora non mi sono più fermata.

E l’ultima esibizione degna di nota, finora?

Al Red Party di Muccassassina contro l’aids: sono entrata in scena con un abito completamente bianco. Avvolti all’interno dell’abito, come bachi da seta, c’erano tre dancer. Sulle note di “Young And Beautiful” di Lana Del Rey, i ballerini danzando hanno strappato via da me il bianco e mi hanno trasformato in una farfalla rossa, con tanto di ali comparse durante la trasformazione. È questo il genere di spettacoli che amo fare: mi piace stupire il pubblico colpire con effetti scenici, puntando principalmente sul costume, che è la mia peculiarità.

Quali sono i modelli per il tuo lavoro?

Sono principalmente nel campo della moda, stilisti geniali di questi anni: Alexander McQueen, John Galliano, Thierry Mugler… E le ricerche di make up delle grandi drag queen americane, come quelle del programma di RuPaul. Inoltre prendo come modello alcune donne iconiche: in primis Marilyn Monroe e le stravaganti Dita Von Teese, Amanda Lepore, Grace Jones.

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Muccassassina è per te un punto di partenza o di arrivo?

Non ho mai riflettuto bene su questo, sicuramente per la realtà italiana far parte del cast di Muccassassina è un grande punto di arrivo ma, avendo iniziato proprio a Mucca, direi che è il punto di partenza per un’ottica europea.

Come è cambiato negli anni il tuo personaggio?

Se mi osservo dall’esterno, noto un continuo cambiamento. Pur mantenendo le caratteristiche della mia immagine tendo a sperimentare cose sempre nuove, di settimana in settimana. È per me proprio una necessità…

E quali sono le caratteristiche della tua immagine?

Io definirei il mio personaggio estremamente femminile. Mi ispiro a quanto di bello ed esagerato hanno le donne. Sono attentissimo a ogni dettaglio: costume, accessorio, movenze, atteggiamento. Mi immagino come una bambolina super curata e per niente snob! Il mio obbiettivo è stupire… luccicare!

Quanto ci metti a preparare un costume?

Dipende dal tempo che ho a disposizione; sono riuscito a creare cose molto complicate in poco tempo.

E il trucco? Come hai imparato?

Non sapevo nemmeno prendere un pennello in mano; grazie a una mia amica truccatrice ho imparato le basi e poi con l’esperienza ho capito come esaltare i miei tratti. Ci vuole tanta esperienza per un buon risultato.

Che rapporto hai con il pubblico?

Bellissimo, da parte mia. Entro in scena sempre con un grande sorriso, perché il pubblico mi trasmette una carica pazzesca. Dall’altra parte, ho sempre riscontrato pareri positivi. Non sento un muro fra me e loro; anzi, se potessi mi butterei tra le loro braccia. Sono l’amica di tutti; dopo lo spettacolo mi fermo a parlare e ridere. Ho proprio bisogno di sentirmi vicino alla gente.

Perché ti esibisci? Te lo sei mai chiesto?

Sì, me lo sono chiesto e la risposta che mi sono dato è che a me piace trasmettere qualcosa, qualsiasi cosa, alle persone. Nelle amicizie, nei rapporti sociali sono sempre il primo a coinvolgere tutti! E forse, attraverso un palco, ho trovato un modo più grande per esprimere questo lato del mio carattere. Ho la possibilità di farlo coinvolgendo più persone. Non sono esibizionista, ma mi piace esibire quello che ho dentro, quello che so fare, recitare,creare… Attraverso La Diamond riesco a esprimere tutta la mia fantasia.

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Tra Enrico e La Diamond ci sono delle differenze?

Stiamo parlando della stessa persona! Io non sono timido, ma neanche sfacciato come La Diamond. Io sono espansivo al punto giusto, La Diamond invece lo è in maniera esagerata. È più espansiva per necessità! In fondo Enrico è la personalità della Diamond, è quello che le dà brio, è la persona frizzante che le permette di esistere. Lei è splendida, ammaliante, stupefacente, però Enrico “è un taglio”, come si dice a Roma.

Hai mai pensato di smettere?

Per ora non mi è mai passato per la testa, credo di avere ancora molto da dare.

Che vuoi fare da grande?

Non abbandonare mai quello che mi piace fare.

Obiettivi per il futuro? Sogni? Desideri?

Sicuramente continuare con il sogno della mia vita, che è la moda. Ma non mi prefisso niente (se ci penso mi viene l’ansia).

Qual è la qualità più importante in questo lavoro?

In primis l’umiltà, come per tutti gli altri lavori, e poi secondo me devi avere gusto. Che, ahimè, scarseggia!

Essere una drag queen rende più difficile avere una vita sentimentale?

Non posso parlare per tutti, ma per quanto mi riguarda ho avuto a che fare con persone intelligenti e non ho mai avuto nessun tipo di problema sotto questo punto di vista. Forse un po’ di gelosia perché sei esposto ad un pubblico, ma è normale.

La cosa più folle che vorresti fare da drag e non hai ancora fatto.

Mia nonna crea abiti da sposa. Mi piacerebbe indossare un abito da sposa creato da lei e sfoggiarlo durante una sfilata. Per il resto, ho fatto tutto.

E ti vorresti sposare?

No!

Ehi, non è finita! Guarda la gallery con i migliori travestimenti di La Diamond

di Francesco Paolo Del Re