HIV: le persone in terapia non sono infettive. I nuovi dati e il parere dell’infettivologo

Abbiamo contattato Andrea Giacomelli, infettivologo presso l’ospedale Sacco di Milano per un commento sul nuovo studio che mostra la non infettività nei rapporti sessuali delle persone in cura.

I farmaci attuali per il virus dell’HIV, oltre ad assicurare un’ottima qualità della vita, sembra possano assicurare anche più tranquillità nella sfera sessuale. Durante 58.000 rapporti sessuali senza l’uso del preservativo in cui uno dei partner era una persona HIV positiva in terapia e con carica virale non rilevabile, non c’è stato nessun caso di trasmissione del virus: il dato eccezionalmente positivo arriva dallo studio PARTNER appena pubblicati su JAMA, basati su quelli presentati al CROI nel 2014.
Abbiamo chiesto a Andrea Giacomelli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, un parere su questi dati. “Ritengo che lo studio sia uno studio ben disegnato e mirato a dimostrare l’efficacia della terapia antiretrovirale nel ridurre la trasmissione di virus HIV in coppie sierodiscordanti“. L’infettivologo ci tiene però a precisare: “Sebbene i risultati dello studio siano incoraggianti gli stessi autori sottolineano come siano necessari ulteriori studi e soprattutto un tempo di osservazione più lungo (in questo studio la mediana è stata di 1.3 anni per coppia) per arrivare ad una migliore definizione e stima del rischio di trasmissione di HIV in coppie sierodiscordanti in cui il partner positivo sia in terapia antiretrovirale“.
 
In ogni caso attenzione agli entusiasmi: “Avere rapporti senza condom espone al rischio di altre infezioni sessualmente trasmissibili che possono essere invece facilmente prevenute dall’uso del preservativo stesso“.
 
Allargando lo sguardo alla situazione attuale Giacomelli ribadisce che “la terapia antiretrovirale, e in particolare la diagnosi precoce di infezione da HIV con l’inizio della terapia in tutti i pazienti con infezione da HIV, è una misura fondamentale nel ridurre la trasmissione del virus a livello di popolazione. Diventa pertanto fondamentale riuscire a diagnosticare e mettere in terapia quella quota di pazienti che non è a conoscenza del proprio stato di sieropositività e che purtroppo in Europa si stima essere ancora introno al 30% delle persone con infezione da HIV“.
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