Qatar, turista polacco: “Arrestato perché indosso make-up e sono gay”

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Il ragazzo ha passato 63 giorni in prigione. "Continuavano a dirmi che ero una prostituta e sembravo una donna".

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++AGGIORNAMENTO (16.00)++: L’ambasciata polacca a Doha ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Un cittadino polacco soprannominato Luxy, 18 anni, è stato arrestato all’aeroporto internazionale Hamad a Doha il 27 giugno 2016 con l’accusa di denaro estorsione di denaro, ricatto , e assalto alla privacy di un cittadino del Qatar  – e non per il fatto che fosse gay o per irregolarità del visto. Il suo arresto non è stato segnalato ai servizi consolari polacchi dalla polizia del Qatar (che è una pratica standard nel paese)”. L’ambasciata ha scritto anche che “le condizioni di arresto erano dignitose e corrette” enon è stato riportato dal detenuto al console il comportamento irregolare o scorretto di funzionari della polizia”. Le informazioni sono in contrasto con quelle date dal ragazzo.

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Un turista polacco di 18 anni è stato fermato all’aeroporto di Doha mentre entrava in Qatar ed è stato accusato di cyber crimes e omosessualità. Il ragazzo, che usa sui social il nick Luxy, non ha rivelato ai media il suo nome per paura.

Luxy stava entrando in Qatar per la seconda volta dalla Polonia, dove risiede. E’ stato fermato in dogana dai poliziotti con la scusa di un controllo sul suo visto. Racconta alla stampa: “Sono stato portato in una stanza per gli interrogatori e mi continuavano a chiedere perché fossi là. Hanno poi sequestrato il mio telefono e hanno cominciato a cercare tra le mie conversazioni WhatsApp e tra le mie foto. Dopo un’ora sono stato arrestato. Continuavano a chiedermi se fossi un uomo o una donna“.

È stato portato alla prigione di Doha dove ha passato 10 giorni in una cella. “Continuavano a dirmi che ero una prostituta, che avevo una famiglia infame e ridevano delle mie foto su Instagram. Mi dissero che era stato un ragazzo del Qatar a segnalarmi per arrestarmi perché avevo pubblicato una sua foto nudo sul mio profilo“.

Una foto pubblicata da Luxy Persian King (@luxyferisaloser) in data:

Luxy ha passato i successivi due mesi in carcere cercando col suo avvocato di tornare nel suo paese. Tutti i tentativi sono però falliti. “L’avvocato mi ha detto che se il ragazzo che aveva fatto la denuncia non ritirava le accuse avrei passato due anni in prigione, perché sul telefono erano state trovate foto che rivelavano la mia omosessualità“.

Una foto pubblicata da Luxy Persian King (@luxyferisaloser) in data:

Dopo 63 giorni in prigione, il giudice lo ha rilasciato con una penale di 3700 euro, a patto che collaborasse con la polizia per intercettare omosessuali del Qatar e farli arrestare. Lui si è rifiutato. Dopo due giorni in hotel, Luxy è stato fermato di nuovo con l’accusa di indossare make-up su Snapchat e Instagram. “Mi dissero che sembravo una donna. Al commissariato mi hanno offerto la possibilità di restare o essere deportato. Ho scelto di restare e subito dopo me ne sono andato di mia volontà prendendo il primo aereo disponibile perché fortunatamente il giudice non aveva bloccato l’uscita dal paese“.

Il ragazzo ha ora il divieto di entrata in qualsiasi paese facente parte del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar), pena l’arresto immediato. In Qatar gli “atti omosessuali” sono illegali: l’articolo 296 del codice penale prevede la detenzione da uno a tre anni.

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