Raven, regina delle notti gay pugliesi: “Non toglietemi il mio palco!”

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Dal conservatorio alle luci delle discoteche: ecco la drag queen con la voce da baritono

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Cresciuto in un piccolo comune della provincia di Bari, Andrea ha fatto molta strada prima di diventare Raven Voice. Per esempio, sette anni di canto lirico in conservatorio, contemporaneamente agli studi superiori. Il risultato? Baritono, con diploma da diploma da geometra. Poi l’accademia di musical a Roma e una laurea in scienze sociali. Dalle note baritonali al trucco da drag queen il passo è più breve di quanto si possa pensare! Imboccando la strada dell’androginia, fino ad arrivare al travestimento più esagerato. A premiare cotanti sforzi, le fasce di Miss Drag Queen Puglia 2011 e Miss Drag Sud 2012. Il filo conduttore di mille sperimentazioni artistiche è sempre e solo uno: la voce, uno strumento potente, accattivante. Nel vellutato mondo delle discoteche Raven è ormai celebre per il carisma con cui domina il palco, istigando il pubblico nelle danze più frenate a furia di martellanti e sfacciatissimi tormentoni, che hanno una diffusione virale.

Che bambino eri? Che cosa ti piaceva?

Giocavo sempre con le bimbe. Odiavo il calcio, le macchine… E ora lavoro in un centro scommesse!

GALLERY: LE MIGLIORI FOTO DI RAVEN

Quindi il lavoro in discoteca non è il tuo lavoro principale?

Nella vita ho sempre fatto tante cose oltre alla vita notturna. L’animatore turistico, l’insegnante di ballo, il barista, il rappresentante di pentole. Comunque la mia vita è il mondo drag. Il resto l’ho sempre fatto per avere uno stipendio fisso.

A 33 anni, vivi ancora con i tuoi o vivi solo?

Vivo con i genitori, ma ho un piccolo appartamentino in un paese vicino, dove tengo le mie cose e mi rilasso.

E in famiglia sanno che fai la drag queen?

Mia sorella e mia madre lo sanno. Con mio padre invece non ho mai affrontato l’argomento.

Tua madre come lo ha saputo?

Vide delle foto su Facebook e rimase un po’ allibita, senza parole. Mi disse: “Che sono queste pagliacciate?”. Io non risposi nulla; sorrisi soltanto. Era un mondo che non le apparteneva e per questo le è sembrato strano: non avrebbe mai pensato di avere una figlia travestita! Spesso mi chiede: “Hai trovato un lavoro fisso, perché continui a fare quelle pagliacciate?”. Però alla fine l’ha accettato, perché ha capito che per me è una passione.

Come è iniziata la tua carriera da drag queen?

Ho iniziato per gioco, è stato veramente un caso. Mi hanno buttato sul palco!

Raccontami.

Ero uno di quei gay che non vogliono mai andare a ballare, non amavo le discoteche. Ma un amico, che conosceva le mie doti canore, mi fece conoscere gli organizzatori del Makumba di Bari. Ho iniziato da lì.

Com’è stata la tua prima volta?

All’epoca mi chiamavo Lady Maya. Era il 2004 o il 2005. La canzone della mia prima esibizione era “Mamma Mia” degli Abba. Indossavo un abito da sposa, ero truccata malissimo e non vedevo l’ora di scendere dal palco. L’esperienza di Lady Maya durò pochi mesi. Ripresi a esibirmi nel 2010 come vocalist, un po’ più androgino… E lì mi diedi il nome di Raven.

Perché ti esibisci?

Per soddisfare la mia vena artistica. Sono sempre stato un po’ teatrale. E non potrei fare a meno del palco.

Quali sono le caratteristiche della tua immagine?

Sicuramente l’esagerazione, il fatto di essere sempre molto colorata e divertente. E mi ritengo carismatica.

E com’è cambiato negli anni il tuo personaggio?

Non sapevo truccarmi, non sapevo fare nulla. E piano piano, guardando i tutorial online e sbirciando chi avevo accanto, ho iniziato a capire. Ritengo di essere cresciuto molto sia nel look che nella voce.

Raven ha preso uno spazio che Andrea non si aspettava?

È proprio così. Infatti da tre anni non ho un weekend libero. Alcune volte non ho voglia di esibirmi ma, appena inizio a truccarmi, tutto passa, magicamente. L’adrenalina sale.

Quanto è importante l’emozione in questo lavoro?

Tantissimo. Adoro fare la vocalist proprio perché posso scaricare tutto quello che ho dentro e ho bisogno di sentire il calore della gente, mi emoziona vedere la gente divertirsi. Non riuscirei mai ad avere solo un ruolo di immagine.

Obiettivi? Sogni? Desideri?

Ho voglia di rimettere su il “Salotto di Raven”, un ciclo di video interviste a colleghe, ospiti, vip, condotte con la mia vena ironica e un po’ esagerata e realizzate nelle pause tra una performance e l’altra. Cercatemi su Youtube per vedere le vecchie puntate!

La cosa più folle che vorresti fare da drag e non hai ancora fatto.

Ho già fatto un bagno in piscina e sono andata in giro per il centro di Bari vestita da drag queen. Mi manca viaggiare in treno o aereo in drag!

Ti contraddistingue la capacità di lanciare tormentoni. Come nascono e come si diffondono?

Nascono ascoltando la radio e studiando il mio personaggio. Ogni anno ne invento qualcuno nuovo, con lo scopo di fare divertire la gente: per esempio “Pittarosso, lo voglio a più non posso!”, “La pazza voglio fare, la pazza!”, “Femmina bella” e ora “Pazza, pazzissima Makumbissima!”. La gente riporta questi tormentoni anche su Facebook in forma di hashtag, taggandomi, e io mi diverto un sacco!

La prima drag queen che hai visto in vita tua?

Ti posso fare qualche nome: le Sorelle Magnifico, Eva Nelsen, Felisia e La Pupa. Ho sempre stimato La Wanda Gastrica ed Eroika per la loro comicità e per la presenza sul palco.

Insomma, i nomi più famosi in Puglia nei primi anni 2000.

Eh sì. Sono diventate tutte mie amiche! Da loro ho appreso come tenere un palco.

E fuori dalla Puglia invece chi ammiri?

Detox, Manila Luzon… drag americane. Mi piacciono per i look e la loro originalità.

Le drag queen si aiutano tra loro?

Non sempre: siamo prime donne! Tutte vogliono la corona! Ma penso sia normale.

di Francesco Paolo Del Re

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