Ecco come una trans 80enne ha cambiato le vite degli anziani LGBT in Messico

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La storia di un'esistenza bellissima, raccontata da OUT magazine: "Vado sempre a messa perché so che avrebbe fatto felice mio padre".

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Mentre la maggior parte delle donne della mia età si rassegna al suo destino, io ho ancora tanto da fare“, rivela Samantha Aurelia Vicenta Flores García, una delle più importanti attiviste transgender messicane e ideatrice del progetto di una innovativa casa di riposo per persone LGBT. “Sono cresciuta a metà strada tra religione e omosessualità“, ribadisce. Venti anni fa la trasformazione, da pubblicista di successo ad attivista di altro profilo, dopo la morte per AIDS di un amico. Non ha mai rimpianto la decisione.

Samantha ha un ego fortissimo, che le deriva dalla forza del suo carattere e dalle vittorie ottenute in molte battaglie, portate avanti per conquistare la sua identità. Uno dei momenti nevralgici è quando diventò bionda, rifiutando quegli abiti maschili che la affliggevano sin da giovane. “Essere bionda funziona per ottenere cose e soprattutto catturare amanti!“, afferma Flores, fondatrice di Laetus Vitae, l’organizzazione che cura l’assistenza per persone LGBT nella terza età, ora al quindicesimo anno di vita. Flores sta lavorando ad un nuovo progetto simile per gli adolescenti abbandonati dalle famiglie perché omosessuali.
Nonostante avesse completato la transizione negli Anni 70, nel periodo in cui lavorava al club Camelia La Tejana (uno dei posti più in voga all’epoca in Messico e dove doveva scontrarsi con il rifiuto dei suoi colleghi, che la discriminavano perché transessuale), è stato solo nel 2013 che Flores ha potuto cambiare ufficialmente la sua identità. E nel 2015 è stata addirittura battezzata come Samantha da un prete cattolico. “Vado sempre a messa, nonostante la condanna della religione, perché so che avrebbe fatto felice mio padre“.
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Il Messico degli Anni 30 non era certamente un posto libero e accogliente. Ma lei, nata nel ’32 a Orizaba, da una famiglia che incarnava i valori della tradizione machista, non si è persa d’animo. Vicente Aurelio, il suo nome alla nascita, era il secondo di 5 fratelli. Il padre era operaio in una fabbrica di birra. A 12 anni il primo amore per David, di 19 anni. Ma è stata la sua decisione, due anni dopo, di studiare balletto che causò grandi problemi nel paese, fino a convincere Don Vicente, il padre, a dirle di andare a vivere a Mexico City dove ti lasceremo fare la tua vita.
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A Mexico City Flores studiò Hotel Management, in un contesto nel quale il turismo stava esplodendo e il campo era molto redditizio. Da lì, il lavoro alla reception di un hotel ad Acapulco. Solo nel ’72 la decisione di vivere in toto la propria identità femminile, dopo aver amato un uomo italiano. E nell’83, alla morte del padre, Flores raggiunge la famiglia invitandola a chiamarla Samantha.Era ora“, fu il lapidario commento della sorella.
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