Un video contro l’omofobia

Il video (interamente girato a Milano)di “Direzioni diverse” secondo singolo della rock band Il Teatro degli Orrori parla di una storia d’amore gay

MilanoIl Teatro degli Orrori, fin dal primo disco, hanno dimostrato di far musica per chi ha voglia di riflettere. Rock applicato alla canzone d’autore, poesia lucida e passione sociale. Testi che scavano il quotidiano e interrogano le coscienze. A sangue freddo è il titolo del secondo album di una delle band meglio accolte da critica e pubblico negli anni zero. Un disco come non se ne sentono da tanto tempo: non militante ma politico fino in fondo, attento alle contraddizioni sociali dell’Italia d’oggi. Il populismo, la deriva autoritaria, l’edonismo individualistico, lo smarrimento giovanile, le solitudini di chi non si riconosce nella comunità, le ingiustizie palesi e quelle nascoste nella privatezza delle persone, vengono evocate a volte con crudezza, con dolcezza e malinconia in altre.

Loro non sono gay, ma tra i temi che affrontano c’è anche l’omosessualità: “Visto che abbiamo l’opportunità di comunicare qualcosa – spiega Pierpaolo Capovilla, frontman del gruppo – trovo sia giusto farlo. L’omofobia in Italia è un problema serio, quindi abbiamo pensato che fosse bello dedicare il nostro nuovo video a questa cosa. Quello che abbiamo voluto sottolineare non è tanto l’erotismo quanto l’affetto e l’amorevolezza dei rapporti umani, etero o gay che siano, il fatto che l’amore vale per tutti ed è uguale, bello e dolce, anche tra due uomini”.

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di Francesco Belais