Unioni civili: Laura e Rosalba, prime spose a Catania!

“Mia mamma mi ha anche portata dalla psicologa”. Ma dopo aver compreso, ieri era presente al matrimonio!

Un altro bellissimo sì da festeggiare, questa volta in Sicilia! Laura Testa e Rosalba Caruso, 34 e 45 anni, si sono unite ieri alle 18 al Castello Ursino di Catania. Già nel giugno 2015, dopo l’istituzione del registro comunale, avevano siglato gli stessi documenti davanti al primo cittadino Enzo Bianco: ora però la voglia era quella di diventare famiglia anche per lo Stato italiano.

Rosalba, insegnante per bambini disabili, racconta: “Laura ci teneva al matrimonio ed io sono molto cattolica. Siamo andate da un prete a farci benedire le fedine, un prete molto aperto. E la nonna gli ha chiesto se quello che stavamo facendo fosse una cosa normale. E lui ha risposto: ‘Quando si ama, il Signore non vede cattiverie. Le vede quando ci sono violenze“. E ancora: “Prima del matrimonio non ho dormito per 5 giorni. Avevo l’ansia che qualche bigotto omofobo potesse venire a fare qualche stupidaggine”. Ma per fortuna nessun disturbatore retrogrado si è recato alla cerimonia, che si è svolta tra la gioia degli amici e dei parenti.

Laura ha scoperto di essere lesbica a undici anni: “Io sapevo quello che volevo, sono sempre stata così“. Rosalba, invece, ha fatto un percorso diverso: “Lei non è lesbica, è bisessuale. Lo ha scoperto poco prima che ci conoscessimo“. La prima volta che si sono viste, nel 2000, non avevano fatto molto caso l’una all’altra. Poi, sei anni fa, l’incontro definitivo: “Io stavo con la sorella del suo migliore amico“, sorride Laura, “ma da quando ci siamo viste non ci siamo più separate“.

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L’accettazione da parte delle famiglie, nel loro caso, non è stata scontata e semplice: Laura per esempio ha avuto numerosi problemi con sua madre. “Non lo ha mai accettato e non lo accetterà mai, anche se adesso va meglio. Mia mamma si metteva d’accordo con i miei zii per farmi prendere gli appuntamenti con gli uomini e mi ha anche portata dalla psicologa”. Anche per il padre di Rosalba è stato difficile accettare la relazione della figlia. “Mio padre, che ha 79 anni ed è tradizionalista, non l’ha presa bene, per lui è stata una vergogna. Poi le mie nipoti gli hanno parlato e gli hanno detto ‘Se lei è felice, cosa ti importa di quello che dicono le persone?‘. Per fortuna ho avuto una famiglia intelligente cha ha cercato di ammorbidire mio padre. Anche io ho parlato con lui a lungo, cercando di fargli capire”Ed evidentemente il padre di Rosalba ha capito, visto che era presente alle nozze come tutti gli altri genitori. “Ci hanno persino regalato le fedine“, chiosano in coro le spose novelle.

1 commento su “Unioni civili: Laura e Rosalba, prime spose a Catania!

  1. Invito la Redazione a correggere l’articolo. Il matrimonio qui in Italia è ancora precluso a gay e lesbiche. Far finta che la realtà sia un’altra è umiliante e del tutto controproducente, dato che induce a pensare che il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia già realtà qui in Italia e che di conseguenza nel nostro Paese non ci sia alcun bisogno di lottare per conquistarlo. Il matrimonio qui in Italia continua a essere negato alle persone omosessuali; esserne consapevoli in quanto comunità è la condizione base per poterlo rivendicare e quindi un giorno di poterlo ottenere. Articoli come questo, in cui l’unione civile viene definita matrimonio e le persone unite civilmente vengono definite sposi o spose, minano alla base questa consapevolezza e quindi fanno un pesante disservizio alle persone omosessuali. Danneggiano e basta. Ci sono tanti modi per parlare anche in modo davvero carino e dolce delle unioni civili… si può parlare di giorno fatidico, di grande giorno, di cerimonia, di rito, di riconoscimento ufficiale e così via; si usino parole come queste, invece che parole del tutto fuori luogo come matrimonio e sposi o spose.

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