Unioni civili e normativa del lavoro: ecco come funzionano ferie matrimoniali, Tfr, permessi e congedi

Tutte le leggi in cui compaiono le parole “matrimonio”, “coniuge”, “coniugi”, devono riferirsi a anche a ognuna delle due parti dell’unione civile.

Ora che la legge sulle unioni civili è diventata realtà e sta iniziando ad essere applicata in larga scala è necessario fare alcune precisazioni sugli aspetti pratici di quest’ultima, in particolare quelli che riguardano il mondo del lavoro: c’è molto altro infatti oltre alla reversibilità della pensione che va saputo. Come si comportano gli uniti civilmente per quel che riguarda ferie matrimoniali, detrazioni fiscali, congedi e permessi?

Per comprendere meglio è necessario notare ciò che afferma il comma 20 della legge: tutte le leggi, gli atti aventi forza di legge, i regolamenti, gli atti amministrativi e i contratti collettivi in cui compaiono le parole “matrimonio”, “coniuge”, “coniugi” ovvero termini equivalenti, devono riferirsi a anche a ognuna delle due parti dell’unione civile.

FERIE MATRIMONIALI

La disciplina sulle ferie matrimoniali si estende anche agli uniti civilmente: in entrambe le tipologie, sia in quella indennizzata dall’Inps, sia nell’altra generalmente prevista dai contratti collettivi nazionali viene, infatti, usata la parola “matrimonio”, la quale, come abbiamo visto, è estensibile.

PERMESSI E CONGEDI

Come per il matrimonio, per gli uniti civilmente c’è la possibilità di fruire di 3 giorni di permesso, concesso a chi assiste il coniuge con handicap in situazione di gravità. Allo stesso modo sembra estensibile il permesso (3 giorni) per gravi motivi familiari, atteso che l’articolo 4 della Legge 53/00 riconosce il beneficio in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge. Via libera anche all’applicabilità del congedo biennale ex lege 151/01 (articolo 42, comma 5 bis), previsto a beneficio del coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata.

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TFR

L’indennità di fine rapporto non goduta dal lavoratore deceduto viene corrisposta al partner unito civilmente. Alle unioni civili viene applicato anche l’articolo 12-bis della L.898/70 che prevede il riconoscimento all’ex coniuge divorziato e non risposato del 40% del Tfr percepito dall’altro coniuge in caso di cessazione del rapporto di lavoro, per tutti gli anni in cui quest’ultimo è coinciso con il matrimonio.