Unioni civili a Roma: Gioia ed Eleonora finalmente spose!

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"Dare un bacio sulle labbra alla propria moglie sotto il portone di casa diventa un atto politico, la dimostrazione vivente che io sono come te, che non c’è...

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Roma ha inaugurato solo sabato 17 la nuova stagione delle unioni civili con Luca e Francisco (LEGGI >) ma ha ingranato subito: nei giorni scorsi tante sono state le unioni celebrate nella capitale.

Una di queste è quella di Gioia ed Eleonora che, intervistate da Anddos.org, hanno raccontato il loro amore e la loro gioia. “Entrambe venivamo da esperienze eterosessuali, le nostre precedenti relazioni sono sempre state con uomini. Ma ci siamo trovate. Innamorate. Entrambe non avevamo mai realizzato di poter vivere con naturalezza una relazione con una donna. Il contesto in cui siamo vissute, anche se siamo di Roma, è sempre stato eterosessuale. Dopo un mese già convivevamo, ci appartenevamo. Dopo poco, a Pasqua, abbiamo deciso di sposarci: poco importa che la chiamino unione civile, siamo una famiglia“, ribadiscono in coro. Le ragazze si sono conosciute a gennaio, solo 9 mesi fa.

A dirvi la verità la grande festa c’è già stata: il nostro matrimonio, seppur non legalmente riconosciuto, l’abbiamo celebrato il 25 giugno. Tutti, delle nostre famiglie, erano presenti, 120 persone che hanno vissuto con noi la naturalezza di un’unione. Io e la mia compagna, mia moglie, ci siamo scambiate i voti, abbiamo letto gli articoli del decreto di legge. Poi abbiamo legalizzato la procedura lunedì 19, davanti allo stato italiano con i testimoni“. Le ragazze raccontano anche come questo cambiamento così improvviso e repentino è stato accolto dalle rispettive famiglie col coming out: “C’è sempre bisogno di un periodo di metabolizzazione da parte dei genitori, soprattutto perché appunto veniamo entrambe da esperienze eterosessuali, i genitori devono risemantizzare la loro visione del futuro che hanno pensato per i figli. Nel nostro caso però non ci sono state criticità, soprattutto perché i nostri genitori ti vedono amata, rispettata e protetta dalla persona che hai vicino. Ed è la felicità di chi ami che conta“.

unioni_civili_roma_donne

Molto spesso le donne lesbiche sono doppiamente discriminate, prima in quanto donne e poi in quanto omosessuali. “Siamo convinte che il pregiudizio si affronti con la quotidianità, con la delicatezza del vivere insieme qualsiasi momento della vita di coppia. Il mostrarsi nel fare la spesa, nelle cene con persone diverse, attraverso i social, andando al cinema o semplicemente camminando per strada, al mercato di Porta Portese, tenendosi per mano. Dare un bacio sulle labbra alla propria moglie sotto il portone di casa diventa un atto politico, la dimostrazione vivente che io sono come te, che non c’è nulla di morboso, nulla da scandalizzarsi, solo la naturalezza di una coppia di donne che vive la propria quotidianità con serenità. La semplicità del voler stare insieme, di viversi nella routine di ogni giorno“.


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