“Siamo gay e sosteniamo Trump: se con lui le strade sono sicure, che si riprendano pure le nozze gay”

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John e Greg pensano che Trump sia l'unico a dire la verità, senza paura di sembrare "politicamente scorretto". Ecco il servizio de "La Stampa".

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Secondo i sondaggi, circa il 14% della comunità LGBT americana ha votato Donald Trump alle ultime presidenziali. Una percentuale piuttosto alta, considerando l’approccio reazionario e anti-inclusivo che la politica di Trump propone, mascherato da una ambigua e fasulla ‘apertura’: solo alcune settimane fa avevamo parlato della coppia gay che, ad un comizio, diceva di votare Trump perché “ci darà lavoro” e “cambierà il sistema” (VIDEO >).

La Stampa ora racconta un’altra storia, quella di John e Greg: “Ci è letteralmente caduta al suolo la mascella (quando Trump ha vinto, ndr). Tutti i suoi sostenitori ci speravano, ma nessuno avrebbe davvero scommesso un cent sulla vittoria di Trump. Abbiamo esultato e brindato a questa ventata di aria nuova“. John è gay e sostiene Donald Trump, dopo aver votato per i democratici per molti anni. “Ad aprile ho viaggiato due ore in treno con un braccio appena ingessato per votare Hillary alle primarie democratiche. Ho sostenuto Al Gore e Kerry contro Bush, ho votato Obama nel 2008 e ancora nel 2012, ho fatto il volontario per la Clinton la scorsa primavera“.

L’avvenimento cruciale per questo cambiamento è stato la strage di Orlando. “Un uomo ha sterminato 50 omosessuali e Hillary ha parlato di grilletti facili, senza mai menzionare la parola terrorismo per non offendere la comunità musulmana. È stato un insulto alle vittime e alle loro famiglie. È come se quello che è successo abbia sollevato il velo sull’ipocrisia dei democratici. I gay, gli afroamericani, gli ispanici e le donne hanno sempre consegnato il loro voto al partito in modo totalmente acritico. Un atto di fede. Ma che cosa abbiamo ottenuto in cambio oltre all’approvazione delle nozze gay?“.

John, grazie all'”approvazione delle nozze gay“, è riuscito a sposare il suo compagno Greg. Di fronte a un possibile peggioramento dei diritti LGBT con Trump al potere come la pensa? “Oggi l’America è un paese diviso e minacciato. Trump è l’unico che dice le cose come stanno, se ne infischia del politicamente corretto. Anche quando ci fu la strage di Orlando, solo lui parlò apertamente di terrorismo. Ci dicono che dovremmo vergognarci, ma se con Trump al potere siamo liberi di rientrare a casa la sera senza avere paura, allora possono anche riprendersi il nostro certificato di matrimonio“.

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