Criminalizzare l’omosessualità? Nel Maine ci provano con un referendum

di

Quello che sembra solo un ulteriore focolaio omofobico è in realtà molto più pericoloso di quel che sembra, in un anno nevralgico come quello delle elezioni presidenziali.

CONDIVIDI
1 Condivisioni Facebook 1 Twitter Google WhatsApp
3901 1

Perché dare questa notizia?

In effetti non si tratta che dell’ennesimo piccolo, insignificante gruppo di cristiani integralisti che hanno guadagnato qualche minuto di visibilità nell’etere. Ma il problema è un altro. Il problema è che questo è l’anno delle elezioni presidenziali nel paese capofila delle democrazie occidentali. Questo significa che a novembre si decide il futuro del mondo nei prossimi quattro anni. E non parliamo di sfumature di grigio tra i candidati in lizza. Parliamo di due visioni del mondo completamente antitetiche. Parliamo di un Trump, che come un vaso di Pandora ha dato coraggio e visibilità a quella che noi chiameremmo l’America dei fascisti, dell’integralismo religioso cristiano, del razzismo delle buone famiglie bianche, e di Hillary Clinton, che dall’altra parte certo non brilla per coraggio ideologico, ma che ha scelto fermamente di difendere quanto conquistato finora dalle infinite minoranze in tema di diritti civili.

Sapere che nel Maine un gruppo cristiano che si fa chiamare “Equal Rights not Special Rights” ha lanciato un’iniziativa civile per criminalizzare l’omosessualità in modo da riportarla nell’alveo a cui essa appartiene (sopra il video della conferenza di presentazione), e cioè dei reati dettati dalla Bibbia, dovrebbe far ridere nel 2016, in un paese che ha istituito da un anno il matrimonio egualitario. Ma viviamo in un mondo in cui ci vantiamo, noi occidentali, di una superiorità culturale rispetto ad ogni altra civiltà e guardiamo inorriditi a come l’Isis, l’Iran, l’Arabia Saudita sgozzano i sospetti omosessuali. Eppure, le stesse radici di odio e intolleranza sono ben presenti nella nostra società. Non ne siamo immunizzati, né ogni diritto è per sempre. Ma quello che è più importante è che dietro Trump hanno preso coraggio e guadagnano visibilità, e quindi accettazione sociale, gruppi e idee che dovrebbero restare nelle fogne.

Questo gruppo del Maine per esempio, che vuole indire un referendum per rimuovere la libertà dell’orientamento sessuale dalla legge anti-discriminazioni. Da lì, il passo è breve. Ma parliamo anche del Ku Klux Klan, che ha annunciato di scendere in politica e ha appoggiato chiaramente Ben Carson, candidato repubblicano, e ora vira verso un appoggio aperto a Trump. In un paese dove sono le forze di polizia a essere considerate le principali forze di oppressione delle minoranze, blacks e latinos per prime, queste non sono notizie da prendere sotto gamba.

 

Continueremo a raccontare cosa sono gli Stati Uniti in questo anno di elezioni presidenziali. Poiché per quanto distanti ci possano sembrare, i valori che un presidente americano incarna hanno riflessi nella vita di tutti. E con Obama lo abbiamo capito bene.

LEGGI ANCHE > >

Perché il destino della comunità black è anche quello della comunità LGBT

black_lives

Leggi   Mappa dell'odio su Twitter: i gay ancora tra le categorie più attaccate d'Italia
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...