Il privilegio di essere uomini: il maschilismo raccontato dai ragazzi trans

“Se pensi che il privilegio maschile non esista, hai torto”.

“Se pensi che il privilegio maschile non esista, hai torto”.

Una delle esperienze più significative che gli individui transgender sperimentano con la transizione è il fatto di acquisire o perdere il “privilegio di essere maschi”.

Quando un uomo cammina per la strada è improbabile che venga insultato, seguito o molestato. Quando entra in metropolitana, la sua prima preoccupazione non è quella di poter essere molestato da uno sconosciuto o di ricevere insulti per il modo in cui è vestito. Ma per le donne la faccenda è completamente diversa. La sicurezza non è qualcosa che le ragazze possano dare tanto per scontato. Le donne non hanno il privilegio di essere escluse da tutta una serie di difficili e potenzialmente pericolose esperienze della vita quotidiana. 

Perché noi viviamo, di fatto, in un mondo diviso. Da una parte gli uomini, dall’altra le donne. L’identità di genere spacca il mondo in due. 

Le donne transgender sperimentano probabilmente in modo ancora più acuto questi attacchi al femminile, dovendo subire anche in pubblico atteggiamenti più o meno aggressivi e giudicanti. Gli uomini trans invece decisamente se la passano molto meglio: la loro vita sulla scena pubblica è assai facilitata, poiché hanno il privilegio di essere uomini a proteggerli.

In questo recente video di MTV, alcuni ragazzi trans raccontano la loro personale esperienza derivata dal fatto di essere stati trattati da femmine e poi da maschi nelle diverse fasi della loro vita. Ammettono di aver beneficiato del privilegio di essere maschi, che si fa sentire soprattutto quando si è in pubblico e che consiste soprattutto nel poter essere più spensierati e nel sentirsi maggiormente al sicuro: “È l’esperienza di esser lasciato in pace e di sentirsi liberi di essere se stessi”, ha commentato uno dei ragazzi del video.
I ragazzi del video parlano anche di tutte le volte in cui si sono sentiti presi più sul serio, sia sul lavoro che online, e di quante volte le loro idee sono state apprezzate invece che essere rifiutate o derise semplicemente perché arrivavano da una testa di donna.