CINEMA E MUSICA A TUTTO GAY

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Il Magno posticipato è gay? I lieto fine si avverano? Santi e peccatori oggi sposi? E in Spagna le "regine" trionferanno? Almeno la musica si schiera a favore...

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Tutti in attesa per AlexanderPassano le settimane e cresce l’attesa per vedere finalmente “Alexander”, il discussissimo film su Alessandro Magno diretto da Oliver Stone la cui uscita nei cinema americani è stata posticipata al 24 novembre. Secondo alcuni si sarebbe ricorso allo slittamento per dar tempo al regista di tagliare opportunamente alcune scene d’amore tra il protagonista Alessandro/Colin Farrell ed il suo amante (maschio).

«Alcuni dei dirigenti della Warner Bros – ha detto un interno alla produzione che preferisce non essere nominato – ritengono che il pubblico non sia pronto per vedere certe cose. Ci sono state alcune discussioni infuocate…». Punto del contendere chiaramente la bisessualità del Magno ed il se e il come riportarla sul grande schermo, possibilmente senza scatenare le ire delle legioni di movimenti evangelisti ultraconservatori che stanno dilagando nella società americana. Per dovere di cronaca dobbiamo anche riportare la posizione ufficiale dello studio, secondo il quale l’uscita del film non sarebbe stata rimandata perché la pellicola sarebbe “troppo gay”, ma piuttosto per facilitare eventuali prese in considerazione da parte dei membri della Academy, in vista della corsa agli Oscar. Anche lo stesso regista ci tiene a ridimensionare il tutto: «Sciocchezze sono state scritte sugli amori gay del mio protagonista: il suo legame con l’amico di sempre Efestione (Jared Lettera) era fatto di complicità virile. In tempi di battaglie per i diritti di chi cerca la sua forma di amore, il film ci ricorda che l’eros è solo una faccia dell’amore. Può essere puro, come l’eros dei greci, nella sua sensualità». Curiosi? Dovrete aspettare sino al 14 gennaio, data annunciata per l’uscita nel nostro paese.

Tutti insieme al cinema gay!Intanto Don Roos, il regista e sceneggiatore apertamente gay del delizioso e caustico “The opposite of sex“, ha completato le riprese del suo nuovo film “Happy endings” nel quale torna a lavorare con la svagata Lisa Kudrow di “Friends”. Ma si tratta di un film corale e del nutrito cast fanno parte anche Maggie Gyllenhaal, David Sutcliffe, Laura Dern, Jason Ritter (foto) e Bobby Cannavale. Nel film si intrecceranno le ingarbugliate vicende di cittadini losangelesini che coinvolgono un padre e un figlio che escono con la stessa donna, qualcuno che viene ricattato, qualcuno che si dedica ai massaggi corporei e qualcun altro che potrebbe (o forse no) garantire quel “lieto fine” a cui accenna il titolo del film. Il tutto con dialoghi brillanti e trama istericamente anticonvenzionale. Uscita prevista per il prossimo anno.

Due uomini sposi in chiesaL’argomento è bollente su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Saints and Sinners” (santi e peccatori) è un titolo che a prima vista parrebbe estratto da un documento politico-filosofico buttiglioniano mentre invece è l’ammiccante titolo di un documentario americano di Abigail Honor che segue l’emozionante viaggio emotivo di una devota coppia di gay cattolici fermamente determinati a sposarsi in una chiesa vera e propria. Edward DeBonis e Vincent Maniscalco ci terrebbero a formalizzare la loro unione che dura ormai da sette anni secondo la tradizione cattolica e del resto quanti santificati matrimoni naufragano molto prima? Tra le perplessità dei familiari ed il prevedibile diniego da parte della locale gerarchia ecclesiastica, i due sognano di essere i primi uomini ad annunciare il loro matrimonio dalle pagine del New York Times. Si tratta della singolare storia di una coppia la cui passione per le tradizioni si combina in una visione dell’amore e dell’impegno dell’uno per l’altro che diventa lotta per il riconoscimento di pari diritti civili. Speriamo di poterlo vedere anche in Italia.

Zapatero anticipa la fictionE passiamo all’Europa. In Spagna il regista Manuel Gomez Pereira due anni e mezzo fa aveva cominciato a lavorare al suo film “Reinas” (Regine), una commedia sul tema dei matrimoni gay. Certo non poteva prevedere che la vittoria alle elezioni del marzo scorso di Zapatero avrebbe portato il tema del suo film a passare da alta finzione a molto probabile normalità. «La realtà ci ha superato mentre procedevamo col copione» ha dichiarato il regista del film, al centro del quale c’è la vicenda di tre coppie che si preparano a celebrare il primo matrimonio multiplo tra persone dello stesso sesso in terra iberica. Cinque attrici spagnole di primo piano vestono i panni delle madri degli omo-sposi: Carmen Maura, Veronica Forquè, Mercedes Sampietro, Betty Ana Blum e Marisa Paredes. “Ognuna di queste storie potrebbe essere un film a sé” aggiunge Gomez Pereira, “ma nella terza parte tutti i personaggi cominciano ad attraversarsi reciprocamente la strada, entrando in conflitto l’un l’altro.” Si respira aria almodovariana.

A proposito di Almodovar e ZapateroIl regista di “La mala educaciòn” è tra i grandi sostenitori dell’attuale primo ministro spagnolo. Infatti di lui ha detto: «Zapatero ha il coraggio che dovrebbero avere tutti i leader europei. Quando ha cominciato il suo mandato tutti avevano dubbi su di lui. Dopo pochi mesi le sue presunte fragilità sono diventate le armi di un leader che dimostra che anche un politico può avere il cuore direttamente proporzionale al cervello». In Italia nel frattempo il regista Franco Zeffirelli, molto cattolico e notoriamente simpatizzante per l’attuale coalizione di governo, si è schierato a favore del riconoscimento anche da noi delle Unioni Civili: «Non aspettiamo il tempo. Le coppie di fatto si facciano avanti, pretendano i patti legali di riconoscimento che all’estero sono già adottati. Sono matrimoni, anche se intesi diversamente. Stare insieme, assistersi, significa sposarsi». Parole…sante.

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