Il passato hard di Mr. Gay World

Spuntano le foto hard gay di Mr. Gay World Charl Van Den Berg. Gli organizzatori dichiarano: “Ha avuto la forza di uscire dallo sfruttamento del porno”. La stampa gay risponde: “Falso vittimismo!”.

Prima o poi i fantasmi del passato tornano a farci visita. Ne sa qualcosa Charl Van Den Berg, eletto Mr.Gay World lo scorso 13 febbraio nella città di Oslo. Il concorrente sudafricano dopo aver guadagnato il titolo di "più bello" della sua nazione, aveva dovuto fare i conti con foto hard e un video ad alto contenuto erotico a cui aveva preso parte 8 mesi prima di partecipare al concorso di bellezza. Sul sito della casa di produzione Liberate Studio è tutt’ora possibile imbattersi nel profilo di Chad, pseudonimo utilizzato da Charl per nascondere la sua vera identità, e leggere curiosità piccanti sul suo conto come il ruolo sessuale e le misure.

La frase di presentazione al filmato in cui il ragazzo si masturba recita: "Chad, con i suoi occhi blu e i capelli biondi, sembra un surfista. Questo ragazzo africano si scalda, si eccita e si spoglia in un magazzino…solo per te!". Non era facile che la sua performance passasse inosservata, visto che il sito lo aveva addirittura eletto Ragazzo del mese di Giugno. In ogni caso il passato a luci rosse non ha influito in alcun modo con la nomina di Mr. Gay South Africa, anzi, l’ha portato a vincere l’edizione mondiale del concorso. Ciò che ha infastidito la stampa gay non sono state tanto le dichiarazioni di Charl che ha parlato dell’esperienza con grande sincerità, ma la posizione che l’organizzazione di Mr.Gay World ha preso a riguardo.

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Il direttore Tore Aasheim ha, infatti, descritto il concorso come una centro di recupero per pornoattori gay sfruttati dall’industria pornografica: «A volte nella scena gay – ha detto Aasheim – ci sono degli opportunisti che idividuano questi ragazzi e promettono loro una vita migliore, in realtà finiscono per sfruttarli. – E ha specificato – La nostra organizzazione abbraccia tutti questi uomini che hanno trovato il coraggio di scappare dallo sfruttamento in cerca di una vita migliore». The Sword ha condannato queste affermazioni che, presentando la figura di coloro che decidono di lavorare nell’industria del sesso come «vittime inermi nelle grinfie di lupi cattivi», offendono sia le scelte dei partecipanti, sia coloro che investono nel settore hard. Il quotidiano d’informazione lgbt online ha, infine, rivolto al direttore un provocatorio quesito: «Chi sono realmente gli opportunisti? I pornografi che vendono sesso per fare soldi e pagare i dipendenti o il concorrente che vende sesso per eleggere un portavoce che nessuno ha chiesto?».