“Pene enorme = attivo sicuro”

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Tanti credono nell'equazione: "pene enorme = attivo sicuro", pregiudizio sessuale che la cultura si porta appresso dai tempi del mitico Priapo e del suo membro (s)proporzionato in scala...

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Quando penso alla ricerca scientifica mi viene sempre in mente la dedizione di Rita Levi Montalcini che a 400 anni è ancora lì, ritorta come un ramo d’ulivo sul suo microscopio, concentrata a scoprire fino all’ultimo segreto nascosto nelle cellule staminali. Guardo dunque con ottimismo alle progressive fortune della nostra specie sicuro di poter contare sulla scrupolosità professionale di centinaia di migliaia di validi ricercatori. Poi la mia fiducia nei confronti della comunità scientifica inciampa, vacilla e rischia di franare a terra quando, com’è successo pochi giorni fa, mi capita di leggere i risultati di una ricerca condotta dal National Institutes of Health of America.

L’istituto, dopo aver selezionato un campione di uomini gay è arrivato a un risultato sbalorditivo più per l’assunto che per il suo esito. Dalla loro analisi pare che i gay iperdotati preferiscano assumere una posizione attiva, gli ipodotati quella passiva e chi giace nella fascia della mediocrità, come è fin troppo scontato immaginare, si adatta rivestendo il dualistico ruolo del versatile.

Insomma, dopo aver scoperto che E=mc2, ora abbiamo un’altra formula caposaldo della scienza: XL=A. Certo non occorreva si scomodasse un consesso di cervelloni per appurare quanto già molti di noi pensano da sempre ma ora, con il supporto della scienza, quello che prima era un mero chiacchiericcio da parrucchiere può essere sdoganato assurgendo ad argomento perfetto per un cenacolo culturale.

La ricerca però non dice molto di più lasciando a tutti noi il dubbio che scaturisce subito dopo aver appreso la notizia, ovvero: quanto grande deve essere un pene per trasformare automaticamente il suo possessore in un attivo certificato? Forse i fondi erano finiti o il ministero della Salute si è accorto che il progetto sembrava proposto dagli studenti del college di Porky’s e ha giustamente tirato i cordoni della borsa.

Ora mettendo da parte la tesi di questa ricerca che preferirei davvero fosse una di quelle notizie inventate per riempire le pagine dei quotidiani in mancanza di efferati delitti di provincia, è però vero che tanti credono nell’equazione: "pene enorme = attivo sicuro". Lungi dall’essere una speranza per molti questo non rappresenta più di un grosso (questo sì) pregiudizio sessuale che la cultura si porta appresso dai tempi del mitico Priapo e del suo membro (s)proporzionato in scala 1:1, il quale se ne andava per boschi e vallate penetrando senza pensarci due volte qualsiasi essere animato, che fosse reale o di fantasia.

Spostandoci in un contesto più reale potremmo comunque ammettere anche noi le nostre "colpe" e confessare che, anche solo per amor di battuta (e neppure poi tanto), a molti è capitato di dire: "ce l’ha così grosso che se non lo usasse sarebbe uno spreco!", intendendo così che i maschi ben forniti debbano essere una specie di talpe sessuali pronti ad infilarsi in qualsiasi buco gli si pari davanti.

Ad ogni modo, che la ricerca sia vera o solo una bufala estiva, non credo che il loro campione di analisi, per quanto generoso, potrà mai eguagliare quello che in anni di attività ho raggiunto io con le mie "conoscenze" e che, sebbene non abbia mai redatto schede personali ma avendo quanto meno un’ottima memoria, sconfessa palesemente i risultati ottenuti dall’istituto americano.

Mi rammarica dirlo ma a fronte di una dotazione di serie che palesemente poteva essere classificata come "sopra la media", non sempre ho riscontrato da parte del partner l’automatico schieramento in questa o in quell’altra squadra. Insomma, la formula esatta per capire immediatamente se un gay è attivo, passivo o deponente è ancora lungi dall’essere scoperta.

Del resto, se fosse sempre e solo una questione di misure basterebbe, soprattutto in questa stagione, dare un’occhiata più attenta al contenuto dei costumi in spiaggia e si potrebbe andare a colpo sicuro ma non è così. Purtroppo, anzi, per fortuna, il sesso non è mai una somma di elementi quantificabili, un’addizione da prima elementare facile da calcolare e dal risultato sempre certo e tanto meno i ruoli sono possibili da prevedere con metri da sarto, livelle da muratore o cavie americane da laboratorio.

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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