Bobby Brown rivela: “Whitney Houston era bisessuale e amava la sua assistente”

“Sento che se Robyn fosse stata accettata nella vita di Whitney, lei sarebbe ancora viva. Allontanata la Crawford, non le rimasero più amici vicino”.

E’ stata una delle voci indimenticabili del ventesimo secolo. Whitney Houston è morta nel 2012 e ora l’ex marito Bobby Brown pare confermare alcune voci che giravano già sul conto della cantante: nel 2012 l’attivista per i diritti umani Peter Tatchell aveva già rivelato quello che sembrava essere un rumor infondato. Whitney era bisessuale e in particolare aveva un legame sentimentale con la sua assistente Robyn Crawford . La rivelazione è contenuta nell’autobiografia di Bobby Brown, Every little step e anche in un’intervista a US Weekly. Nel 2000 la star aveva negato pubblicamente la sua omosessualità, secondo l’uomo per non urtare la madre Cissy Houston la quale, anche dopo la sua morte, ha ribadito in tv da Oprah Winfrey che non avrebbe mai perdonato alla figlia una relazione omosessuale, sostenendo che Whitney e Randy erano “solo amiche”.

Ovviamente, manco a dirlo, Cissy è una persona molto religiosa e questo era un grosso problema nei rapporti tra madre e figlia.
Bobby Brown dice anche che fu proprio la pressione della madre affinché la Houston allontanasse la Crawford a condurla a quello stato di depressione che ha portato Whitney alla tragica fine. “Sento che se Robyn fosse stata accettata nella vita di Whitney, lei sarebbe ancora viva (…) allontanata la Crawford, non le rimasero più amici vicino”.

L’unica silente è proprio la Crawford, la quale è sposata con la sua compagna e cresce i suoi figli in una famiglia apertamente gay.
Update: dopo l’intervista di Bobby Brown, la signora Cissy Houston si è scapicollata in tv a negare ogni tipo di omosessualità della figlia.
Puoi morire infelice di overdose, ma l’importante è che tu non sia gay, per mamma Houston.
Ti suggeriamo anche  L'attore Ben Whishaw racconta la sua omosessualità: 'odiavo me stesso'