Illuminano gay mentre fanno sesso, condannati 4 pompieri

L’episodio si è verificato a Bristol a giugno scorso, ma la sentenza è arrivata solo adesso. Grillini: “L’Inghilterra è un paese all’avanguardia”

Facebook Twitter Messenger Whatsapp

L’episodio risale a giugno, ma la sentenza del tribunale è arrivata solo adesso. Il luogo in cui si svolge la vicenda è un’area verde di Bristol nota con il nome di Downs e il giorno, anzi la notte, è il 27 giugno. Quattro pompieri di ritorno alla loro caserma accendono una torcia e la puntano verso i cespugli. La luce della torcia illumina quattro gay intenti a fare sesso dietro la siepe. I quattro girano i tacchi e se ne vanno. E che c’è di strano, direte voi? 

Uno dei gay illuminati dalla torcia dei pompieri decide di rivolgersi all’associazione per la lotta all’Aids Terrence Higgins Trust per protestare formalmente contro il comportamento dei pompieri. Certo, non deve essere stato piacevole ritrovarsi una torcia puntata addosso, forse però ricorrere alla protesta ufficiale non è la scelta migliore. Il risultato è stato che i quattro pompieri sono stati

immediatamente sospesi e la sentenza ha condannato due di loro al pagamento di 1500 euro di ammenda da destinare ad associazioni per la difesa dei diritti degli omosessuali, uno è stato degradato e ad al quarto è stato notificato un ammonimento scritto. 

“In Italia due gay sono stati denunciati per oscenità, per quel bacio al Colosseo, mentre in Inghilterra si punisce chi va a disturbare gli omosessuali. Il paragone è più che calzante – è stato il commento di Franco Grillini – l’Inghilterra infatti è un Paese all’avanguardia per i diritti civili, l’Italia per certe questioni, in particolare per quanto riguarda i diritti dei gay, è ancora molto arretrato e bigotto”.

Ti suggeriamo anche  James Bushe è il primo pilota di linea d'Europa sieropositivo

Omofobia

Pillon, interrogazione parlamentare in difesa dell’avvocatessa che aveva detto “i gay sono malati”

Persino il consiglio dell’ordine degli avvocati di Mantova aveva preso le distanze dalla donna, che aveva scritto sui social "l’omosessualità è un disturbo psichiatrico e che chi ne è affetto non può lavorare a contatto con i minori, altrimenti questi disturbati trasmetteranno il disturbo nelle scuole".

di Federico Boni