I 10 stadi del fare amicizia su Facebook

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Partito come un Badoo in versione monastica, ora è parte integrante della nostra vita

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Facebook all’inizio era solo il social dove aggiungevamo i nostri vecchi compagni di classe, un annuario. Aveva un aspetto cosi diverso da Netlog e MySpace, molto più personalizzabili e individuali, ed era il primo social dove la gente doveva inserire per la prima volta il vero nome e cognome. Era più simile ad un Badoo ma in versione monastica, dall’interfaccia austero, essenziale.

Negli anni Facebook,però, si è ampliato, personalizzato (pur mantenendo l’aspetto di librone) ed è diventato il sostituto del numero di telefono. Abbastanza privato per concederti o rifiutarti l’amicizia ma non così esclusivo da negarla a chiunque o da valutare minuziosamente ogni ingresso sul proprio profilo.

L’evoluzione del nostro uso del ‘social dei social‘ è stata lenta ma netta e inesorabile, ed ora Facebook è diventato un pò la nosta vita parte 2, o meglio, la facciata che vogliamo mostrare della nostra vita.

Ecco quindi i 10 stadi del fare amicizia su Facebook:

1: Rientrare in contatto coi vecchi amici di scuola: Elementari, medie, liceo, università…magari addirittura compagni dell’asilo. E si parte a commentare tutti i cambiamenti epici di chi abbiamo amato, odiato, del gruppetto di cui facevamo parte, di chi ora ha fatto coming out, di chi non l’ha fatto ma è più gay delle giacche di Elton John, del nostro/a vicino/a di banco e rimanere sconvolti se uno/a di loro ha già una famiglia a carico.

2: Eliminare i compagni di scuola omofobi, quelli che scrivono ancora come i “bimbiminkia” del 2009 o quelli che come foto profilo hanno camion, moto e loro stessi in abiti improbabili, che anche gli anni ’90 avrebbe rigurgitato con forza

3. Ti aggiungono parenti visti una volta o mai visti o gente col tuo stesso cognome che si crede parente, e hai l’impressione che Facebook sia davvero una grande famiglia…fin quando non realizzi che sono i più stronzi perchè sono quelli che mai ti commentano e ti mettono likes ma, magari, sanno poi tutto quello che fai.

4. Aggiungi o accetti eventuali colleghi, sapendo che, da li in poi, i tempi delle foto col pacco in bella vista o sverso a testa in giù in bagni di qualche improbabile discoteca sono finiti…sino all’avvento di Instagram. Certo, perchè dal boom delle famigerate “foto piedi”, la foto pacco si può tranquillamente giustificare con descrizioni del tipo “guardo la tv”, “coccole al cane”, “che bello questo libro che sto leggendo” e la più quotata: “relax”. Per le foto da ubriachi e sversi mi dispiace, nessun app boom che le giustifichi.

5. Aggiungi o ti aggiunge la drag queen, il dj delle serata che frequenti di più, i fotografi più sexy per allargare la tua cerchia e sentirti più social a tutto tondo. E da li IT’S RAINING TAGS.

6. Inizi a mettere likes a tutte le pagine che ami, dalle serie tv anni 90/2000 e a tutte le icone pop come Spice Girls, Madonna, Britney, Christina, Shakira, Lady Gaga, Katy Perry, Rihanna più le attuali, senza contare gli attori e le marche di abbigliamento (alcune grandi marche anche, per far vedere che si ha anche un certo gusto) finchè qualcuno non ti dice “ma la finisci d’inzupparmi il diario con le tue attività??”.

7. Scopri che i poke non sono le fastidiosissime notifiche di un giochino alla “Candy Crash Saga” ma dei “pat-pat” amichevoli da sconosciuti o semi sconosciuti, che 8 volte su 10 vogliono dire “sei carino, ma non ti faccio la richiesta perchè voglio che mi aggiunga tu” col risultato che quasi nessuno ti aggiunge perchè mandare un poke è sinceramente abbastanza triste. Beh, certo che se me lo mandassero Tom Daley, Gus Kenworthy e compagnia bella però lo rivaluterei senz’altro. Dopo tutto intelligenza è anche flessibilità amici!

8. I tuoi genitori scoprono Facebook , si creano il loro profilo e ti aggiungono: un giorno felice, perchè avrei almeno uno o due likes fissi a foto o status o video, ma anche un giorno triste perchè, ovviamente, sarai un pò meno te stesso con qualcuno di così vicino a te che ti può osservare (o tenere d’occhio). Però, vabbè, mamma ti voglio bene! Poi questo dipende dal genitore o dai parenti più stretti, i miei sono fantastici e va bene cosi, per altri la cosa può essere meno piacevole.

9. Inizi ad accettare i ragazzi più carini che ti aggiungono dalle app gay d’incontri e ovviamente rifiuti i meno carini. Senza dubbio alcuno la percentuale è rispettivamente un 10%-90%, perchè sia mai che il ragazzo carino che speri ti aggiunga sia il tipo di persona estroversa che abbia voglia di parlare, conversare e sia aperta, loquace e, soprattutto, chiara.

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