ARTE CHE RENDE

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Crisi degli investimenti: tra i beni di rifugio, molti scelgono di acquistare quadri, statue e altre opere. Ma come si sceglie l'opera giusta evitando i tanti tranelli che...

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Ormai più che i discorsi di Greenspan o Duisemberg, più che il consueto altalenarsi dei dati macro, più che la reale visione sull’economia globale, ad accentrare le attenzioni di tutti gli attori dei mercati finanziari sono (e come potrebbe non essere così?) le vicende della crisi Usa/Iraq.
Lo stiamo ripetendo certamente da molto tempo, ma appare scontato che, in questa delicata situazione, siano questi fatti a prendere il sopravvento piuttosto che gli scambi azionari.
A proposito dei quali comunque dobbiamo registrare un’altra settimana con gli indici in negativo, spinti al ribasso pure dalle parallele dichiarazioni di Fed e Bce, che hanno espresso forti timori non tanto sulla ripresa (che seppur lievemente sembra cominciare a generarsi) quanto per le ripercussioni che una guerra potrebbe avere sull’economia.
E sorgono spontanee le ipotesi: cosa accadrà se la guerra durerà poco, se si protrarrà oltremodo, se sarà più dura delle precedenti, se originerà una terribile reazione a catena.
Domande che per ora non trovano risposte.
I due capisaldi del sistema finanziario forse stanno riponendo le armi per assistere impotenti a qualcosa più grande di loro.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Nella corsa ai beni rifugio in vista di una possibile guerra, e comunque nella generale delusione per i bassi rendimenti del settore obbligazionario o addirittura per le forti perdite dei mercati azionari, oltre ai sempreverdi immobili stanno pian piano risalendo agli onori della cronaca le opere d’arte.
Da sempre poi questa forma di investimento rappresenta per l’omosessuale (sicuramente più per la sensibilità verso l’oggetto d’arte che per i suoi aspetti speculativi) un terreno capace di attirarne le attenzioni e dove far fiorire il proprio senso estetico, il gusto per il bello.
Ma al di là degli aspetti puramente “umanistici”, questo ritrovato, forte interesse per l’arte (in particolare la pittura) ha fatto lievitare moltissimo le quotazioni, permettendo decisi apprezzamenti, difendendo l’investimento dalle intemperie di questa burrascosa incertezza dei mercati, e proponendosi come valido strumento per le aspirazioni degli investitori.
Ma come si sceglie l’opera giusta evitando di cadere nei tanti tranelli che non è difficile trovare?
Beh, tra le regole da seguire nella scelta per esempio di un dipinto, la qualità è senz’altro la direttrice principale.
Tra le componenti che la determinano vi sono tra gli altri la precisa attribuzione dell’autore, la notorietà dello stesso, la provenienza, lo stato di conservazione dell’opera, e magari il fatto che non sia comparsa sul mercato troppo recentemente.
Per quanto riguarda il periodo, è impossibile stabilirne uno in particolare, e l’opera d’arte (quando si può definire tale) non conosce limiti di tempo e non richiede confronti con altre epoche.
L’insieme di questi fattori comunque può dare gia una certa percezione della qualità dell’oggetto, fornendoci la direzione giusta per l’acquisto.
Se poi ci affidiamo anche al nostro istinto di cultori dell’arte, ai nostri occhi sempre affascinati dai capolavori di ogni tempo, a ciò che ci infonde l’arte a livello sensoriale..beh, non può che essere un valore aggiunto.
Teniamo in ogni modo presente che parliamo sempre in ottica di diversificazione del nostro portafoglio, perciò esso non dovrà essere canalizzato esclusivamente in questo settore a scapito di altre forme.
Tanto più che le quotazioni degli oggetti d’arte sono soggettive, molto influenzate dalle mode, in genere inversamente proporzionali ai trend azionari, e non certo liquidabili al pari ad esempio di un titolo di Stato.
Una percentuale tra il 5 ed il 10% del proprio capitale potrebbe ben collocarsi all’interno di un’ottima ripartizione finanziaria.

di Sirio Belli

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