BUON COMPLEANNO, TELEFONINO

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Il 3 aprile di trent'anni fa veniva effettuata la prima telefonata con un prototipo del cellulare. Breve storia di uno degli oggetti più amati: dall'arrivo sul mercato ai...

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Il 3 aprile 1973, dal Manhattan Hilton di New York, Martin Cooper, manager della Motorola, telefona per la prima volta con «il papà del cellulare» al rivale Joel Engel, direttore dei laboratori Bell, e gli comunica che la Motorola ha inventato il primo telefonino. Un chilo e 130 grammi di peso, senza display, il prototipo usa 30 schede elettroniche per funzionare ed ha bisogno di 10 ore di carica per 35 minuti di autonomia in conversazione. Passeranno 10 anni perché il primo prodotto arrivi sul mercato. Ma, da quel momento, comincia la storia dell’ultima scoperta tecnologica che ha davvero cambiato la vita dei cittadini del mondo. Da oggetto cult per pochi fortunati, il telefonino è ormai diventato un vero compagno di vita per centinaia di milioni di persone. Una crescita esponenziale per l’ultimo mito del consumismo, che torva una tappe fondamentale nel marzo del 1983. L’ingegnere della Motorola chiama Rudy Krolopp: «Voglio un telefono da portare a spasso». Detto, fatto. A settembre di quell’anno arriva sul mercato il DynaTAC. Per il prototipo, Krolopp si ispira ad un paio di scarpe tanto da battezzarlo «shoe phone»: pesa quasi otto etti e costa 3.995 dollari. E pensare pochi gironi fa il gestore giapponese NTT DoCoMo ha annunciato il lancio di Wristomo, primo cellulare-orologio, con un peso di appena 113 grammi, che permette di inviare e ricevere messaggi contenenti fino a 6mila caratteri alfanumerici senza la necessità di appoggiarsi ad un provider. Sono passati trent’anni, caratterizzati da tappe decisive nella storia dell’evoluzione della telefonia cellulare. Nel settembre nel 1985 il telefonino arriva in Italia con apparecchiature simili a quelle dei radio amatori più che a veri e propri terminali. Bisognerà aspettare il 1990 per la messa in campo del sistema analogico TACS, che permette l’estensione del servizio mobile su scala nazionale e raggiunge un numero considerevole di utenti: dal ’90 al ’94 diventano tre milioni gli italiani abbonati. Il telefonino «più leggero» di quegli anni è il Motorola MicroTac, con “soli“ 370 grammi di peso.
Una nuova svolta si ha nel 1995 con l’arrivo dei servizi GSM: inizia l’era del telefonino di massa e degli «SMS». Il servizio permette infatti di inviare e ricevere brevi messaggi di testo. Esplode la «messaggino-mania»: a fine 2000 si contano sulla sola rete TIM tre milioni di sms al giorno. Con il sistema WAP, poi, il cellulare si trasforma in un vero e proprio strumento per l’accesso ai contenuti in rete. Il protocollo permette infatti agli utenti di accedere ad internet tramite un telefonino che sia dotato di browser. Dal WAP al GPRS il passo è breve: con il GPRS, la cui sperimentazione tecnica termina nel 2000, vengono eliminati molti degli incovenienti del precedente sistema, quali le limitate dimensioni dello schermo del telefonino e l’assenza di un vero standard unificante. Con il GPRS si compie un salto significativo verso i «telefonini di terza generazione».

E verso l’UMTS, sistema che, permettendo un sempre più facile accesso ai servizi multimediali, apre la strada alla comunicazione a larga banda.
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