CARA PROTEZIONE…

A tutti piace "godere" dei risultati, ma occorre assicurarsi di non correre rischi… Parliamo di investimenti assicurati: ecco cosa sono, quanto costano e che vantaggi hanno.

E’ iniziata la stagione dei risultati trimestrali delle grandi società Usa, con qualche notizia positiva senza dubbio, ma ben poco per spazzare via le perplessità e soprattutto i timori per i continui scandali societari che sembrano rivelare ogni giorno di più un sistema economico mascherato, debole, e bisognoso di epocali cure.

A poco servono i discorsi presidenziali in un momento in cui il popolo vuole vedere fatti e non parole, e dove le pesanti delusioni degli investitori sembrano dover pesare per molti anni ancora.

E’ caduta la fiducia nell’economia più forte del mondo?

Beh, forse è presto ed azzardato dirlo, ma sicuramente quello che si è perso è l’immagine vincente di un sistema finanziario che ha impoverito un po’ tutti quanti.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Come sappiamo, con la profonda crisi delle borse c’è stato un proliferare di prodotti che permettono di accedere ai mercati azionari al riparo da possibili tempeste, una volta giunti alla scadenza.

In genere di durata abbastanza lunga e con notevoli gravami commissionali hanno tuttavia incontrato un discreto successo grazie al tracollo degli strumenti privi di garanzie che sono andati a picco al seguito dei listini, ed alla conseguente voglia di sicurezza che si è creata tra i risparmiatori.

Addirittura in questi ultimi tempi stiamo assistendo ad una conversione di molti prodotti "non corazzati", come fondi e gpf, in nuove gestioni o contenitori finanziari che abbiano appunto inclusa la protezione del capitale.

La repentina spinta delle banche verso questi strumenti ci spinge però verso una riflessione:

Per l’ingresso gli istituti di credito prevedono salate commissioni che si sommano magari a quelle già pagate in precedenza, e sebbene la garanzia abbia giustamente un costo, questa ulteriore spesa non giova di certo al penalizzato investitore.

Per carità, è ovvio che la protezione del capitale in questi momenti sia molto importante (e di fatto non critichiamo questi prodotti per il buon fine), ma c’è la possibilità che la "migrazione" un po’ forzata a cui stiamo assistendo si riveli un sistema per irretire ulteriormente il cliente; un celato tentativo di tenerlo calmo per un lasso di tempo abbastanza lungo, sperando poi in un recupero dei mercati che potrebbe anche non avvenire in tempi brevi e forte come in passato.

Gli alti costi quindi, fanno ovviamente molta gola agli affamati bilanci bancari di questo periodo.

Le gestioni garantite non sono la panacea di tutti i mali, ed a fronte del meccanismo di protezione i rendimenti sono sicuramente inferiori a quelli ottenibili con i vecchi strumenti in caso di rialzo dei mercati.

Ma si sa, tutto non è possibile avere…

In ogni modo non diciamo un no secco a tali mezzi finanziari; solo attenzione alle scelte, alle spese, ad eventuali insistenze del proprio gestore, ed alla sempre valida regola di ben diversificare il portafoglio.

di Sirio Belli