Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono

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La politica che protegge la comunità LGBT, le vittime di bullismo e violenze varie

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Facebook, il social dei social, ha ricevuto numerose critiche per la sua politica d’obbligo nell’uso del proprio vero nome sul sito.

Da oggi, accogliendo le critiche ricevute, Facebook ha annunciato che farà delle modifiche, per impedire che determinate persone possano sentirsi lese a livello umano, come drag queen, transessuali ma anche altre vittime di bullismo e violenze: si potrà usare il nome col quale gli amici e la famiglia ti conoscono, quello che usi di più, e non per forza il nome che ti hanno dato alla nascita.

Questo passo di Facebook verso una maggior personalizzazione, ma anche privacy e rispetto, che

Justin Osofsky, Vice Presidente del Global Operations ha descritto come:

“Un azione importante perchè rende più difficile ai bulli di scalfire la reputazione di persone con nomi più “anonimi” e diminuisce anche l’opportunità di molestie e d’istigazione al comportamento criminale. Inoltre, quando le persone possono usare i nomi coi quali sono conosciuti dagli altri, le loro parole e le loro azioni hanno più significato e peso, e vengono prese molto più sul serio se connesse all’identità con la quale quella persona vuol essere conosciuta. Siamo convinti di questo e continueremo ad apportare miglioramenti alla politica.

Due sono gli obiettivi principali della politica, come spiega lo stesso Justin Osofsky:

Per prima cosa vogliamo ridurre il numero di persone alle quali viene chiesto di verificare il proprio nome su Facebook se sono già iscritti col nome per cui la gente li conosce. Secondo, vogliamo rendere più semplice la conferma del nome vero se ritenuto necessario. Questo nuovo aspetto dà alle persone l’abilità di poter dichiarare una circostanza che può giustificare l’uso di un nome diverso dal proprio di nascita, come ad esempio essere lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, o di una minoranza etnica o vittime di abuso, stalking o bullismo. Selezionando l’opzione possono darci dati extra per farci conoscere la loro personale situazione e, quindi, permettere loro di avere su Facebook il profilo più adatto alle esigenza della propria persona”

Per evitare che terzi segnalino un profilo con un nome “fake”, che in molti casi è sinonimo di come una persona s’identifica, sono state apportate modifiche che rendono più complesso il sistema di segnalazione, per scoraggiare eventuali segnalazioni fatte solo per infastidire o denigrare. Dovranno andare nello specifico ed essere molto chiari, se vogliono segnalare qualcuno”

E questo è solo l’inizio dei cambiamenti.

Facebook, ancora una volta, si conferma il social “giant” più LGBT e rispettoso. Speriamo che facciano sempre passi avanti come questi riportati nell’articolo e non peggiorino, però, a livello di funzionalità interne.

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