FOTO D’ARTE COL CELLULARE

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Dirk Vogel prende il suo telefonino con fotocamera integrata e realizza scatti degni di una rivista patinata. Poi passa l'apparecchio a Maldini, Albertino, Muccino e altri vip. E...

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MILANO – La qualità delle immagini realizzate attraverso le fotocamere integrate nei cellulari è ogni giorno più elevata. Le case telefoniche si contendono il primato a suon di megapixel, e i risultati sono soprendenti. Se ne ha una chiara visione attraverso gli scatti di Dirk Vogel, artista tedesco le cui opere sono in mostra a Milano al Gioia 69. Si tratta appunto di fotografie realizzate attraverso l’uso della fotocamera di un cellulare, eppure non hanno nulla da invidiare a quelle realizzate con gli strumenti più all’avanguardia.

Certo, queste immagini riescono a colpire nel segno anche grazie ai soggetti che ritraggono: hanno collaborato alla realizzazione di questi scatti volti più o meno noti del mondo dello sport come Paolo Maldini o Kakà, o dello spettacolo come Silvio Muccino o Ferzan Ozpetek. Questi stesi personaggi, poi, si son messi dietro l’obiettivo e anche loro presentano i loro scatti.

Per realizzare le loro opere i personaggi citati a cui possiamo aggiungere nomi come Chiara Caselli, Jane Alexander, Jasmine Trinca, Albertino o Antonio Rossi (ma l’elenco prosegue ancora) hanno utilizzato un telefono Sony Ericsson S700i, cellulare dell’ultima generazione con fotocamera integrata e 1.3 megapixel. Dirk Vogel ha raccolto e esaminate i loro scatti: «I calciatori avevano poco tempo e si sono impegnati poco – ha commentato – Ma alcuni hanno fatto cose davvero buone: Andrea Pellizzari e Camila, per esempio».

E se anche dei profani riescono a fare scatti d’autore, la rivoluzione dei fotocellulari sembra davvero in corso. A giudicare dalla mostra «Life’s more interesting in detail» (La vita è più interessante in dettaglio) l efotografie realizzati con questi apparecchi telefonici sono davvero soprendenti: «Quando ho provato il cellulare e ho visto le stampe sono rimasto stupefatto», confessa Vogel.

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