I GAY? OTTIMI COMMERCIANTI!

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Un investimento interessante, soprattuto per chi può permetterselo? Aprire un negozio, e cavalcare la ripresa appena si presenta.

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I bassi volumi negli scambi indicano ancora un clima decisamente vacanziero sulle piazze finanziarie, e le poche notizie di rilievo (prevalentemente risultati societari) non sono sufficienti per catturare l’attenzione degli investitori, piuttosto distratti dalla vicenda della morte dei figli di Saddam o dal problema siccità.
In ogni modo, a fronte dell’assenza di rialzi corposi, non si registrano nemmeno sedute particolarmente negative se non per qualche titolo specifico magari oggetto di speculazione.
E’ il caso di Fiat.
Il titolo della società torinese non accenna a diminuire la sua corsa al ribasso, soffrendo come mai in passato e toccando pericolosi supporti. Il mercato non crede per il momento al piano di ristrutturazione del gruppo e vede come negativo l’aumento di capitale. I destini della prima azienda privata italiana, vero pezzo di storia dell’economia, appaiono decisamente nebulosi.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Nel campo degli investimenti alternativi, un’opportunità interessante è rappresentata dall’acquisto di un negozio.
L’investimento nei negozi ha offerto negli ultimi anni rendimenti a doppia cifra (soprattutto nelle grandi città) e le prospettive per il futuro appaiono ancora allettanti.
Il mercato in questione rappresenta circa il 10 % di quello immobiliare complessivo, ed i prezzi medi di compravendita sono ormai arrivati ai 4000 € al m2 (picchi di oltre 10.000 € nei capoluoghi più importanti), mentre la media nazionale dei canoni di locazione si attesta intorno ai 300 € al m2, con punte di 500 € a Roma e Milano e di oltre 1000 € a Venezia.
Visto che il mercato italiano ha regole abbastanza rigide, e visto che l’offerta è alquanto scarsa, il trend di crescita dovrebbe continuare; tanto più in vista di una probabile, prossima ripresa economica, che rappresenterebbe un ulteriore impulso all’aumento di prezzi e locazioni.
E proprio per il fatto che questo mercato è condizionato forse più di altri dall’andamento del ciclo economico, è sempre consigliabile investire nelle cosiddette “primary locations”, ovvero quegli immobili siti in aree di prestigio, di grande frequentazione e di sicuro e più continuo ritorno. In questo caso la spesa sarà indubbiamente più elevata, ma abbasserà notevolmente il livello di rischio.
Negli ultimi anni, poi, a fianco di questa categoria primaria si sono affiancati i negozi situati nei centri commerciali; zone di enorme afflusso (gli stili di vita degli italiani si sono americanizzati) che offrono concrete opportunità di business.
Certamente non è un investimento per tutte le tasche, in ogni modo per chi dispone di risorse finanziarie sufficienti e con l’ausilio di una ripresa accentuata dei consumi e delle economie, la redditività potrebbe essere davvero elevata.

di Sirio Belli

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