IL PANIERE ISTAT

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Sentiamo spesso parlare di inflazione, e i dati ufficiali che ci vengono comunicati appaiono distanti anni luce da quelli percepiti dai nostri portafogli. Ma vediamo l'origine di tali...

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LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Sentiamo spesso parlare di inflazione, e come sappiamo i dati ufficiali che ci vengono comunicati di volta in volta appaiono distanti anni luce da quelli effettivamente percepiti dai nostri portafogli.
Ma vediamo l’origine di tali valori.
L’inflazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo che fa riferimento ad un insieme di beni e servizi (il famoso paniere), ed il cui calcolo è affidato all’ISTAT.
L’Istituto Nazionale di Statistica produce tre diversi indici dei prezzi di consumo, il NIC (per la collettività nazionale), il FOI (per le famiglie di operai ed impiegati), e l’IPCA (l’indice armonizzato europeo), ognuno dei quali con differenti finalità.
In particolare:
– il NIC si riferisce ai consumi dell’intera popolazione (non a caso è il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche del Governo);
– il FOI ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo ad un lavoratore dipendente (extragricolo) e viene usato ad esempio per adeguare periodicamente gli affitti e gli assegni dovuti al coniuge separato;
– l’IPCA infine, sebbene abbia la stessa popolazione di riferimento del NIC, è stato creato per rendere la misura dell’inflazione comparabile con quella degli altri stati dell’Unione Europea, ed infatti viene adoperato come indicatore del livello di convergenza delle economie dei paesi membri proprio ai fini dell’accesso e della permanenza nell’unione monetaria.
Questi tre indici fanno riferimento ad un’unica rilevazione dei prezzi e ad un medesimo metodo di calcolo (uguali a livello internazionale), mentre hanno una differenziazione nel prezzo considerato: il NIC ed il FOI hanno come parametro il prezzo di vendita, mentre l’IPCA considera il prezzo effettivamente pagato dal consumatore, tenendo conto anche di eventuali promozioni o saldi.
Per quanto concerne il paniere infine, per il 2004 esso è composto da 569 posizioni rappresentative (che a loro volta possono essere formate da più prodotti), e la sua revisione viene effettuata alla fine di ogni anno, tenendo conto dell’importanza che le varie componenti hanno assunto nella spesa effettiva delle famiglie.
La sua struttura potrete verificarla consultando il sito www.istat.it.
Inutile rimarcare il fatto che nonostante l’inflazione sia sbandierata a livelli bassissimi ed il paniere ISTAT considerato efficientissimo, la sua composizione appare poco aderente alla realtà, mentre il costo della vita che grava sui nostri bilanci familiari è davvero molto, molto più elevato.
In questi giorni di festa all’insegna della crisi poi, non è difficile convincersi di questo.

di Sirio Belli

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