IL PIÙ AMATO DAGLI ITALIANI

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Secondo una ricerca Isimm non è Raoul Bova né il proprio cane, ma il cellulare: 36 milioni quelli che lo usano nel nostro Paese, ma la metà di...

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Sei milioni di italiani stanno più di un’ora al giorno al telefonino, che viene utilizzato da 36 milioni di persone nel nostro Paese, più frequentemente uomini (il 79% contro il 66% delle donne) e le fasce giovanili (fino a 34 anni oltre il 90%). Un oggetto ormai considerato utile in situazioni di emergenza, ma soprattutto rassicurante, in quanto permette di essere sempre raggiungibili. E’ questo il quadro della telefonia mobile in Italia, «tra quotidianità ed emergenza» emerso da una ricerca presentata dall’Isimm. Ottimista sulle possibilità offerte dalla telefonia del futuro si é detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, secondo il quale «il vero ostacolo é la realizzazione delle reti: occorre lavorare per questo sviluppo del sistema, rassicurando i cittadini, visto che in Italia i livelli di emissioni elettromagnetiche consentite sono 10 volte inferiori a quelle di Germania o Francia». Sulle necessità che l’Italia mantenga un presidio di industriale dell’hardware dei telefonini si é espresso Enrico Manca, presidente Isimm, anche alla luce della vicenda Olivetti-Telecom.
Mentre negli ultimi 4 anni gli utilizzatori di telefonini sono passati da 30 milioni a 36 milioni (+20,3%, pari al 73,3% della popolazione con più di 14 anni), é aumentato in modo più sensibile il numero delle sim card, che da quota 30,2 mln sono diventate 51,4 mln (+72%). Due le ipotesi fornite dalla ricerca: diversificazione del portafoglio sim per risparmiare e per avere una migliore copertura di segnale; uso del telefono per lavoro, al quale si aggiunge un cellulare personale. Aumenta anche l’anzianità di uso del cellulare: oltre il 25% lo utilizza da oltre 6 anni, mentre di media lo si possiede da 4,51 anni. Ma a fronte del numero crescente di utilizzatori di telefono cellulare, l’indagine evidenzia ancora un uso limitato: oltre il 50% effettua telefonate o utilizza servizi aggiuntivi per non più di 10 minuti al giorno, mentre il 41,3% lo usa solo per chiamare e ricevere. Per quanto riguarda i nuovi servizi offerti dall’Umts, gli italiani hanno dimostrato interesse per quelli legati all’ utilità pubblica (come ricevere comunicazioni dalla PA) e personale (per prenotazioni treni o aerei), mentre per ora mostrano minore attrazione i servizi di intrattenimento e di informazione.
Dallo studio è emerso anche che gli italiani usano spesso il cellulare in caso di emergenza, tanto da aver fatto in un anno 33 milioni di chiamate verso numeri di emergenza. I numeri più chiamati sono quelli dei carabinieri, seguiti dalla polizia, dalla Croce Rossa e dei vigili del fuoco. Ma le comunicazioni vengono fatte anche nei confronti di familiari, amici e colleghi per situazioni di emergenza, e per informazioni o segnalazioni a numeri di pubblica utilità. Una riprova che i telefonini sono sempre più indispensabili in caso di calamità é venuta dall’analisi di due recenti eventi, il nubifragio dell’Isola d’Elba e il terremoto di San Giuliano di Puglia. Nel primo caso, nel giorno dell’evento si é registrata una domanda aggiuntiva di 168 mila telefonata (+60% rispetto alla norma), di cui 140 mila su rete mobile e 28 mila su rete fissa. Il terremoto di San Giuliano ha fatto invece registrare nel corso del primo giorno un aumento di traffico su rete fissa (17 mila in più) rispetto alla mobile (+7.700); nel secondo giorno, il traffico telefonico ha registrato, a causa di guasti tecnici, una riduzione sulla rete fissa (5.600 chiamate in meno) spostandosi interamente sulla rete mobile (19 mila chiamate in più).

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