LA BORSA DELLA MORTE

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Gli rendimenti vanno male? Il Pentagono propone di investire sul terrorismo. Così si possono comprare future sulla vita di Arafat. Incredibile? Eppure è successo…

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LA SETTIMANA FINANZIARIA
Il beige book di mercoledì ha evidenziato un certo ottimismo da parte della Federal Riserve americana, che intravede un’economia Usa in accelerazione in questi mesi estivi, in particolare nel settore manifatturiero.
Ad avvalorare questa visione sono poi intervenuti i dati sul Pil del 2° trimestre (+ 2,4%), molto al di sopra delle attese, e sui sussidi di disoccupazione, in calo di circa 3000 unità.
A beneficiare di questi segnali di ripresa è stato pure il dollaro che ha guadagnato terreno nei confronti dell’euro.
Per quanto riguarda i mercati azionari (bilancio settimanale positivo) segnaliamo in particolar modo il recupero di Fiat (ottima accoglienza dell’aumento di capitale e miglioramento nei risultati), la tristissima vicenda Cirio (con migliaia di obbligazionisti beffati), ed infine le modifiche che da lunedì 4 agosto subirà il MIB30 (uscite di Telecom e Pirelli per effetto dell’operazione d’accorciamento della catena di controllo della scuderia di Tronchetti Provera, ed ingressi di Autogrill e Pirelli & C.)

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Siete stanchi del vostro investimento in azioni?
Insoddisfatti dei magri rendimenti dei bonds?
O cercate qualcosa di più eccitante e speculativo…
Beh, niente di meglio che investire sulla testa di Arafat o magari scommettere su qualche tragico attentato stile “11 settembre”.
Macabro scherzo penserete voi. Incubo notturno di qualche trader impazzito. Niente affatto (purtroppo, aggiungiamo noi!).
La bella idea è venuta dagli Stati Uniti dove appunto si è proposto di poter scomettere sulla morte per esempio di un premier e guadagnare qualche dollaro.
E’ il Pentagono che ha formulato il progetto della “Borsa di analisi politica”, mercato sul quale (nelle intenzioni) si sarebbe potuto speculare su avvenimenti politico-economici delle “aree calde” del pianeta e sulle probabilità di realizzo di attacchi terroristici o attentati.
E proprio al Pentagono giustificano tale azione dichiarando che avrebbe potuto aiutare il Governo a calcolare le probabilità che eventi simili potessero verificarsi, proprio nell’intento di evitarli (mah…..).
E su un sito apposito avrebbe dovuto cominciare il 1 di ottobre il trading con le iscrizioni degli investitori, pronti ad effettuare operazioni come ad esempio contratti “future” sulle eventualità di assassini o attentati.
Diciamo avrebbe dovuto perché grazie allo sdegno che all’unisono si è levato da tutto il mondo, e forse grazie al buon senso di qualcuno degli ideatori, si è ritirato il progetto in fretta e furia e si è evitata questa lotteria della morte.
Inutile dire che nonostante non sia stato avviato questo terribile strumento finanziario, ci appare assurdo anche solo il pensiero di poterlo realizzare, ed è motivo di grande tristezza il fatto che si tenti di far soldi sul sangue versato barbaramente e sulle tragedie.
E’ davvero auspicabile che la finanza mondiale non veda mai realmente qualcosa di simile.

di Sirio Belli

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