Le proteste contro Exodus costringono Apple a togliere l’app

di

Petizioni, lettere e appelli da parte di associazioni e personaggi noti della comunità lgbt internazionale hanno fatto sì che l'azienda di Cuopertino eliminasse l'applicazione anti-gay dal suo store.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
985 0

Dopo la valanga di polemiche che ha travolto Apple, l’applicazione di Exodus, l’organizzazione cristiana statunitense che propone terapie riparative e cure contro l’omosessualità, è stata rimossa dall’App Store.

La vicenda aveva fatto rapidamente il giro del web e in men che non si dica erano state organizzate raccolte di firme, proteste formali e durissime lettere di condanna all’indirizzo di Cupertino colpevole non soli di avere approvato l’applicazione, ma di averla anche classificata con un ranking di 4+, punteggio attribuito alle app prive di contenuti offensivi o controversi.

Da oggi l’applicazione risulta "non più disponibile" e anche se Apple non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, appare chiaro il collegamento tra le proteste della comunità lgbt internazionale, che ritiene Exodus responsabile della diffusione di odio e intolleranza verso gli omosessuali, e la rimozione del software.

Contro l’applicazione di Exodus si era schierato anche George Takei, noto al grande pubblico come il Signor Sulu di Star Trek, che ha fatto coming out nel 2005 ed ha sposato il suo compagno nel 2008. Attraverso il suo profilo su Twitter, Takei aveva infatti chiesto ai suoi followers di firmare la petizione pubblicata da Change.org per chiedere ad Apple la rimozione dell’applicazione.

A lanciare l’appello ad Apple, tra glialtri, anche Truth Wins Out che ha organizzato una petizione per chiedere a Steve Jobsdi intervenire per eliminare l’applicazione. In una lettera l’organizzazione aveva scritto che "Apple è stata a lungo un’amica della comunità omosessuale" e di essere scioccata che questa volta l’azienda avesse dato il nullaosta a una applicazione prodotta da una nota organizzazione anti-gay che utilizza la paura, disinformazione e stereotipi per cambiare l’orientamento sessuale dei propri clienti attraverso l’uso delle cosiddette terapie riparative.

A Cupertino è arrivata anche la lettera del dottor Gary Remafedi che si è rivolto direttamente a Steve Jobs e a Tim Cook per chiedere la rimozione di Exodus International dallo store online. Secondo il dottore, l’applicazione "cita erroneamente delle mie ricerche per sostenere la teoria che l’omosessualità può essere cambiata… Associare il mio lavoro a quello del sacerdote ex-gay e con altre terapie infondate è professionalmente grave e ingiurioso".

Exodus ha cercato, invano, di difendersi sostenendo che la definizione di "cura gay" fosse strumentale e voluta dai suoi oppositori al solo scopo di fare propaganda. Appellandosi alla posibilità che la piattaforma di Apple dia pari visibilità a tutte le opinioni e credo religiosi, il presidente di Exodus Jeff Buchanan ha dichiarato: "Il nostro messaggio è quello di promuovere l’amore di Gesù Cristo presso tutti coloro che si sono ritrovati a provare attrazione indesiderata verso persone dello stesso sesso". La realtà degli scopi di Exodus International è sotto gli occhi di tutti, basta dare un’occhiata al loro sito.

Leggi   New York inaugura il primo memoriale dedicato alla comunità LGBT
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...