LE SORPRESE AMARE DEL 730

Chi ha dichiarato nel contratto d’acquisto della prima casa un valore inferiore a quello finanziato dal mutuo bancario, oggi avrà una riduzione delle detrazioni fiscali. Vediamo come.

Buon momento per le piazze finanziarie europee trascinate da materie prime, compagnie petrolifere e molte trimestrali positive.

Una parziale frenata giunge da Wall Street, sofferente sia per l’ennesimo ritocco all’insù dei tassi di interesse (ora al 3%), sia per i tagli ai rating di Ford e GM declassati al livello “Junk” (spazzatura), triste riflesso di un mercato dell’auto in profondissima crisi.

In Italia intanto continuano a tenere banco le vicende del cosiddetto “Risiko bancario” (con le offerte di ABN e BBVA rispettivamente per Antonveneta e BNL), per le quali si profila un intricatissimo futuro, mentre il resto di Piazza Affari non presenta particolari note di rilievo.

Permane qualche incertezza per i mesi avvenire ma forse è troppo presto per fare più accurate valutazioni.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

E’ arrivato il consueto periodo per la compilazione del modello 730 e con esso qualche brutta sorpresa per i contribuenti, in particolare per coloro che in passato hanno contratto mutui per l’acquisto della prima casa dichiarando nel contratto di acquisto una cifra inferiore a quella realmente finanziata dalla banca.

Una pessima abitudine degli italiani che investono nel mattone è infatti quella di “bluffare” sul reale valore dell’immobile per risparmiare sulle imposte dovute, indebitandosi con gli istituti di credito per una cifra conseguentemente superiore a quella dichiarata nel contratto di compravendita.

Come sappiamo poi, fino ad oggi era possibile detrarre il 19% degli interessi passivi del mutuo (fino ad 3615,20 €) facendo riferimento appunto al debito contratto con la banca.

Ebbene, da quest’anno potremo detrarre gli interessi passivi solo in proporzione al valore dichiarato dell’immobile e non più a quello effettivo del mutuo stesso, con il risultato che più alta è la differenza di valore tra mutuo e dichiarato, maggiore sarà la perdita di detrazione per il contribuente.

Un esempio:

Valore immobile 100000 €
Valore catastale dichiarato 50000 €
Mutuo 80000 €
Interessi passivi pagati nel 2004 1600 €
Detrazione spettante = 19% su 1000 €
(anziché su 1600 €) 190 € (invece di 304 €)

Premesso che il comportamento adottato fino ad ora era sicuramente non corretto, ci piace sottolineare il fatto che a rimanere penalizzati sono ancora una volta i cittadini, spesso vittime degli usi del sistema e della furberia di venditori e mediatori, e che forse con questo provvedimento sarebbe stato più opportuno non andare a colpire i contratti stipulati in precedenza.

di Sirio Belli

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