LESBICHE IN BORSA

E se ad investire sono le operaie? Poche risorse, pochi rischi, ma è pure possibile azzeccare l’operazione giusta. Le dritte dell’esperto, con un’analisi della settimana finanziaria.

Dopo Enron e Worldcom si è abbattuto sulle borse un altro caso di errori contabili che vede coinvolta la società anglo-francese Vivendi Universal, il colosso europeo dei media e dell’entertainment.

Inutile dire che ondate di vendite hanno colpito a più riprese i listini che solo sul finale di settimana hanno tirato un po’ il fiato, grazie anche alla chiusura del 4 luglio della borsa americana per l’independence day.

In ogni modo il sentiment del mercato è ancora, inevitabilmente molto negativo ed improntato a grossa cautela, e dalla stagione degli utili che sta per cominciare non ci si attendono di certo risultati esaltanti che possano invertire di netto il trend ribassista.

A Piazza Affari pesantissimo il comparto bancario per le possibili esposizioni verso le società centrate dagli scandali, mentre "galleggia" sufficientemente Eni ed il settore utilities.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO – ^SPROFILI OMO
L’operaia single^s

Caratteristiche: operaia 33enne, single; appartamento in comune con due amiche (affitto 150€ mensili); macchina di proprietà.
Reddito: 1150€ mensili.
Risparmi attuali: 35000€ (Bot 12 mesi 25000/ Bot 3 mesi 10000; entrambi continuamente rinnovati da 6 anni).
Capacità di risparmio:500€ mensili.
Propensione al rischio: moderata/investitore di stampo tradizionale.
Necessità: non presenta almeno per il momento il desiderio di comprare un immobile, dato l’esiguo canone di locazione che paga per l’appartamento condiviso con le amiche; qualche spesa per viaggi; ipotesi di acquisto per un motore; sogno nel cassetto aprire un autosalone; tenore di vita senza particolari eccessi.

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L’analisi finanziaria del soggetto ci rivela l’assenza di grossi obiettivi nel breve/medio periodo (viaggi/motore) ed una elevata capacità di risparmio che potrebbe essere meglio sfruttata, così come gli investimenti attuali.

I rinnovi continui dei Bot in portafoglio confermano come i risparmi non siano mai stati intaccati nel corso di questi anni, proponendo quindi argomenti per investirli anche nel medio/lungo senza particolari problemi.

Il suggerimento si traduce nel trasformare i Bot annuali in Btp od obbligazioni bancarie a tasso fisso della durata di 5 anni, mentre i restanti titoli potrebbero essere sostituiti da un fondo monetario, simile come rendimento ai Bot trimestrali ma meglio gestibile per flessibilità e spese.

Per ciò che la ragazza riesce a risparmiare mensilmente e per i flussi cedolari, il consiglio è di cominciare a penetrare i mercati azionari (vincendo le personali reticenze derivanti da una cultura del risparmio di stampo tradizionale) attraverso accantonamenti mensili sulle principali aree geografico/economiche o su contenitori finanziari che prevedono la formula Pac.

Dato che per il momento non vi sono grosse necessità, l’ottica di lungo periodo potrebbe dare buoni frutti ed alimentare in futuro il desiderio di obiettivi maggiori come l’acquisto di una casa o l’attività in proprio.

di Sirio Belli