NO AI CELLULARI MODERNI

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Secondo il New York Times, le nuove tecnologie rendono i telefonini meno affidabili. Ma i produttori negano: sono sempre più piccoli e sempre più potenti.

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MILANO – Belli. Sofisticati. E anche divertenti. Possono scattare foto, girare brevi video, inviare e ricevere email. Addirittura, come pubblicizza un recente spot televisivo (il protagonista è il campione dell’Inter Batistuta), trasformarsi in vere e proprie console per videogiochi sempre più elaborati e fantasiosi. I telefonini non servono più soltanto a telefonare. Questo è chiaro. Sono apparecchi polifunzionali, uffici portatili. Qualche volta, con le loro suonerie digitali, si trasformano in orchestre da viaggio. Un trionfo della tecnologia «buona», quella destinata a migliorare comunque la qualità della nostra vita? Secondo il New York Times le cose non sarebbero così idilliache. Per il quotidiano americano, che riporta una ricerca svolta tra analisti, ricercatori e consumatori d’oltreoceano, i cellulari di oggi, a dispetto delle apparenze, sarebbero meno affidabili di quelli «vecchi» (per essere chiari: quelli che ci permettevano solo di conversare).
Qual è il problema? Perché i telefonini di oggi non andrebbero bene? «Non solo la loro capacità di ricezione è peggiore – segnala al New York Times Michael King, analista della società di ricerche Gartner, specializzato nel settore dei cellulari – ma i telefonini moderni, con i loro giochini e le altre funzioni, consumano sempre di più le batterie, così il tempo destinato alla conversazione è più breve. Insomma: se non permettono di parlare, a che cosa servirebbero?». I guai non si fermerebbero qui. Sotto l’occhio impietoso dei critici ci sono anche le dimensioni degli apparecchi e le antenne che, per seguire il gusto dei consumatori, si sono fatte sempre più ridotte. Molte marche commercializzano telefonini privi di antenna esterna: una scelta che privilegia l’estetica ma che comprometterebbe la capacità di captare i segnali. E’ così? Il New York Times riporta il lapidario giudizio di un’altra società di ricerca, la Ethertronics di San Diego. Secondo la quale, la capacità di inviare e ricevere segnali radio dei cellulari con antenna interna sarebbe dal 15 al 20 per cento inferiore a quella dei telefonini con uguali caratteristiche funzionali ma con antenna esterna.
Insomma, invece di andare avanti, la tecnologia ci riporta indietro? «Non penso proprio – dice Alessandro Lamanna, Amministratore delegato della divisione Mobile Phones della Nokia – La tecnologia migliora la qualità dei prodotti. Che sono oggi, in media, e non parlo soltanto per la mia società, migliori di quelli di ieri». Secondo Lamanna, negli Stati Uniti è possibile che si presentino problemi e disservizi perché, essenzialmente, la loro rete (che funziona con una frequenza diversa da tutte le altre) è rimasta indietro rispetto a quella europea. «Posso assicurare che da noi questi “fastidi” non si presentano – spiega Lamanna -. La mia società, tanto per fare un esempio, produce molti telefonini con antenna interna. E tutti captano perfettamente i segnali radio. Certo, se la qualità del prodotto non è buona, se l’antenna non è ben schermata o la rete poco potente o diffusa sul territorio, allora si possono verificare interferenze e disturbi nel segnale. Ma non c’entrano le dimensioni. Pensiamo ai computer: sono sempre più piccoli. Eppure sempre più potenti. Lo stesso vale per i telefonini».
D’accordo con Lamanna è anche Benedetto Condreas, responsabile comunicazione della Sony Ericsson. «L’analisi americana mi sembra azzardata – dice -. Non è tanto importante sistemare l’antenna fuori o dentro l’apparecchio quanto come è stata costruita. E comunque ogni modello fa a sé». Eppure è possibile, come sostengono in America, che telefonini sempre più evoluti e capaci di molteplici funzioni, riducano le prestazioni «normali»: telefonare? Ribattono alla H3G, il primo operatore telefonico che gestirà la videocomunicazione: «La tecnologia segue i desideri del mercato. Non è vero che i consumatori non sono contenti. Non da noi, almeno. E’ un anno che prepariamo la nostra offerta di videocomunicazione. Abbiamo raccolto l’ opinione di 15 mila persone: sono tutte entusiaste delle infinite possibilità dei telefonini di terza generazione. La batteria dura poco? E’ un problema momentaneo. Che la tecnologia permetterà di superare. Come è accaduto in passato».

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