NUOVI MODI PER FARE SOLDI

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La borsa è cambiata, e con essa cambiano i modi di investire. Mentre Euro e net-econimy accennano alla ripresa, torna la fiducia: ecco qualche consiglio per i risparmiatori...

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La vera star della settimana non è nessun titolo azionario o listino in generale, ma udite udite l’Euro.

Eh si, perché la nostra moneta dopo una lunga crisi verso valute più forti come dollaro o yen, sta finalmente risalendo la china con un motore davvero scoppiettante.

Le perduranti difficoltà dell’economia Usa ed i contrapposti dati sul buon andamento macro in eurolandia contribuiscono all’affievolimento del dollaro nei confronti dell’unità europea, e disegnano nuovi ed inaspettati scenari per l’immediato futuro; sperare in un’Europa che si sostituisca in alternanza agli Stati Uniti quale traino del mondo economico è forse più che un semplice pensiero.

Nel frattempo, in attesa di ulteriori certezze, le borse hanno vissuto una pessima settimana replicando fedelmente (al contrario delle monete) l’andamento decisamente negativo di Wall Street che ha sfondato importanti supporti.

Vendite generalizzate su tutti i settori.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Con la recessione che abbiamo avuto in questi ultimi due anni e la conseguente debacle dei mercati azionari ingigantita dallo sgonfiamento della bolla speculativa "net-economy", anche il risparmio gestito con i vari fondi di investimento, gestioni e contenitori finanziari di ogni genere, ha cominciato a vacillare a colpi di riscatti dei delusi risparmiatori.

A parte i fondi "liquidi" che rappresentano solo un momentaneo parcheggio dei capitali in attesa di mosse migliori e che hanno registrato forti incrementi, il restante panorama non appare certo roseo sia per i fondi azionari sia e soprattutto per quelli obbligazionari che presentano i maggiori riscatti.

La causa di ciò sta nella pessima performance dei bond funds appunto, che non riescono a garantire risultati migliori per esempio rispetto a CCT, BTP od obbligazioni bancarie.

Tra i problemi che danno origine a questa differenza troviamo certamente il forte calo delle obbligazioni "corporate" (es. i telefonici) di cui sono pieni molti fondi obbligazionari, e le commissioni di gestione e di sottoscrizione ancora molto alte che gravano come macigni sui rendimenti dei fondi stessi.

Ed il popolo gaio così come tantissimi piccoli investitori si sta pian piano allontanando dal mondo del gestito.

Scelta giusta?

Beh, probabilmente nessuna reazione sragionata produce buoni effetti, ed anche i cambiamenti improvvisi ed emotivi dei propri assets non fanno altro che danneggiarli; ma al di là dei pessimi risultati di alcuni gestori, una diversificazione intelligente richiede pazienza e nervi saldi per cui chi ha saggiamente pianificato le proprie scelte non dovrà verosimilmente temere nulla.

Tuttavia, molti patrimoni sono stati soggetti a vendite scriteriate di molti consulenti davvero inesperti, avidi di commissioni o forzati dai budget, e proprio per questa cosa sarà difficile riconvertire la rabbia dei risparmiatori e far capir loro che proprio questi momenti di crisi offrono straordinarie opportunità di accumulo sui mercati,operando con intelligenza.

Anche le reti di vendita in questo senso dovranno fare autocritica costruttiva e ricreare le condizioni per un nuovo amore con gli ex Bot-people.

di Sirio Belli

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d'amore Viennese.

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