PER I GAY PIU’ ESIGENTI

Ancora una settimana shock sui mercati dopo l’ennesimo scandalo economico USA. Sul fronte degli investimenti, interessanti novità arrivano dagli Etf obbligazionari. Ecco cosa sono e come funzionano.

E’ stata un’altra settimana shock sui mercati dopo che negli Stati Uniti si è profilato un nuovo caso "Enron" per il secondo operatore di telefonia del paese, Worldcom, che ha ammesso irregolarità contabili per circa 3,9 miliardi di dollari avviandosi quindi verso la bancarotta.

Inutile dire che simile ennesimo scandalo ha innescato reazioni di panico tra operatori ed investitori, minando non poco l’economia americana alla base dell’immagine che l’ha sempre contraddistinta e che ha segnato il suo successo.

Adesso sarà sempre più difficile guadagnare la fiducia dei mercati se non verrà fatta chiarezza sull’intero modello finanziario a stelle e strisce, e se non verranno presi forti provvedimenti da parte delle autorità politiche statunitensi per mettere definitivamente a nudo eventuali ulteriori buchi neri del mondo "corporate".

Le borse hanno marciato decisamente in terreno negativo ed a nulla sono serviti importanti dati macro di segno positivo (ordini beni durevoli e vendite di case), così come gli atteggiamenti della Fed che, seppur notando incertezze e rallentamenti, vede in lontananza una ripresa che cercherà di favorire in ogni modo mantenendo basso per il momento il livello dei saggi di interesse.

Il bilancio, purtroppo, si chiude in rosso per l’ennesima settimana.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Tempo fa abbiamo gia parlato dello sbarco anche in Italia degli ETF azionari (Exchange traded funds, clicca qui per l’articolo), cioè di quei panieri di titoli che replicano fedelmente un indice (gestione passiva) ma che possono essere negoziati in borsa al pari di un’azione.

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Ebbene, ora sono in fase di lancio sul mercato americano gli ETF obbligazionari, che potrebbero avere un fortissimo impatto sul risparmio gestito dato il loro miglior rapporto costi/rendimento rispetto ai tradizionali fondi comuni.

Così come quelli azionari, gli ETF obbligazionari permettono un’ampia diversificazione nei bonds, consentendo nello stesso tempo acquisti e vendite quasi a livello trading viste le caratteristiche che li assimilano alle azioni.

Ma al di la della facile negoziazione, la caratteristica saliente degli ETF obbligazionari (e più in generale di tutti gli ETF) rispetto ai fondi è la bassissima media commissionale propria di questi nuovi strumenti (0,20% di gestione), che incide tantissimo in termini di performance ancor più nei prodotti obbligazionari in questa fase di "magra" nei tassi di interesse.

Quindi acquistando un ETF obbligazionario si realizzano in un sol colpo molteplici vantaggi; dai bassi costi alla grande diversificazione, dalla facile compravendita all’elusione del problema "apertura dossier titoli", relative spese ed eventuale reinvestimento cedole.

Per i nostri amici più attenti e sensibili alle commissioni negli strumenti finanziari, questa nuova realtà negli investimenti potrà aprire altre strade nel percorso verso l’ottimizzazione del portafoglio.

di Sirio Belli