UN ARCOBALENO A WALL STREET

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La PlanetOut Inc., proprietaria di Gay.com, da un mese è quotata alla borsa USA: E le cose vanno a gonfie vele. Il listino LGBT porta l'orgoglio nel mondo...

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Sebbene il prezzo del petrolio abbia frenato per il momento la sua corsa, a tenere in tensione i mercati finanziari (e non solo) è il dollaro.
Il “biglietto verde” sembra non incontrare più barriere che possano arrestare la sua discesa, preoccupando non poco gli economisti di mezzo mondo per l’instabilità che questa situazione potrebbe creare a livello globale.
Dal canto loro le autorità economiche europee, nonostante il super €uro penalizzi le esportazioni del Vecchio Continente, non intendono cambiare la loro politica monetaria e si auspicano piuttosto che il mercato provveda da solo ai dovuti “aggiustamenti”.
Anche perché questa situazione, al punto in cui è giunta, sembra più frutto di pure speculazioni del mercato stesso che di una reale causa.
Le borse nel frattempo vivono un momento abbastanza tranquillo con gli investitori speranzosi per un mini-rally di fine anno.
Per quanto riguarda la piazza milanese segnaliamo per la prossima settimana l’inizio del maxi aumento di capitale da 1,1 miliardi di €uro per la Banca Nazionale del Lavoro.
Il mercato sembra aver gradito l’operazione mettendo le ali al titolo che si è avvicinato ai massimi dell’anno, lasciando presupporre un successo per l’operazione fortemente voluta dal presidente dell’istituto capitolino, Luigi Abete.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Data: 14 Ottobre 2004.
Luogo: Wall Street, New York.
Un momento storico per la finanza omosessuale e non solo.
Sono passati circa 7 mesi da quando il 29 Aprile scorso la PlanetOut Inc., società di informazione on line globale di San Francisco che si rivolge alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender, comunicò di aver presentato alla Commissione della Sec (la Consob americana) una richiesta di registrazione per un’offerta pubblica dei propri titoli azionari.
Ebbene, dopo quell’annuncio storico, finalmente la stessa PlanetOut è sbarcata in borsa ed i suoi titoli hanno cominciato le contrattazioni al Nasdaq.
E l’inizio è stato davvero scoppiettante visto che nel primo giorno di scambi hanno guadagnato il 16%, chiudendo a 10,40 $ da un prezzo di partenza di 9 $!
Un vero e proprio giorno di “Gay Pride” per la seriosa Wall Street.
Del resto non poteva essere altrimenti visto che già il simbolo del titolo sul listino è tutto un programma: LGBT, ovvero l’acronimo usato per definire lesbiche, gay, bisessuali e transgender .
Secondo molti analisti poi, i margini di miglioramento del titolo appaiono buoni come certamente le opportunità di sviluppo della società per il futuro.
Con i soldi raccolti dal collocamento la PlanetOut sosterrà sempre più i suoi famosissimi portali (www.gay.com e www.planetout.com) cercando di incrementare il numero degli utenti, espandendosi in tanti paesi diversi, ed aprendo le sue attività ad altri media come stampa o radio.
Saranno aumentati gli abbonamenti pubblicitari, ridotte le spese, ed aggiunti nuovi rami di sviluppo come quello dei viaggi o dei siti dedicati allo shopping tematico e non.
Le potenzialità dell’azienda sono davvero innumerevoli (ricordiamo che la PlanetOut è la principale internet-company gay del mondo ed è presente pure in Italia con una quota di partecipazione in Gay.it ) e grazie ai suoi siti si indirizza ad oltre 3 milioni di utenti attivi, per non parlare dei contatti che raggiungono cifre ancora più elevate.
In un’epoca di grossa crisi per le aziende che basano la loro presenza su Internet, la PlanetOut rappresenta un’oasi di serenità, una storia felice dovuta pure alla grande solidarietà del mondo omosessuale, che pensiamo possa essere sempre più nel futuro il principale carburante per un motore che non vuol smettere di correre.
Il cammino per il riconoscimento dei nostri diritti passa sicuramente anche attraverso il successo di aziende come questa.

di Sirio Belli

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