Una vittoria dei lavoratori gay e trans della comunicazione

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Tra breve nascerà l'Ufficio Nuovi Diritti all'interno del sindacato CGIL che raccoglie lavoratori di aziende come Telecom Italia, Poste, Rai e spettacolo

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Negli ultimi anni, l’opinione pubblica di questo paese ha cominciato a confrontarsi e ad interrogarsi sulla condizione degli omosessuali e dei transessuali Italiani. Con una chiara indicazione del Parlamento Europeo a tutti gli stati membri, l’Italia dovrà divincolarsi tra la forte chiusura del Vaticano e la garanzia di uno stato LAICO, garantendo pari diritti anche a tutti i cittadini di orientamento sessuale g/l/b/t.

Oltre ai partiti e ad alcuni Leader, spesso zoppicanti e preoccupati per la politica gay, discreta attenzione è stata dedicata da tv, campagne pubblicitarie, film e telefilm, con messaggi disinvolti ed eloquenti, mentre molti articoli sono stati protagonisti sulla carta stampata di alcuni quotidiani e settimanali.

Proprio con i MEDIA il “Sindacato Lavoratori della Comunicazione” SLC CGIL ha esordito, circa due anni fa, con un convegno molto interessante che metteva a confronto mezzi di comunicazione con omosessualità, bisessualità e transessualità.

Un confronto che voleva e doveva essere critico per l’apporto di notizie spesso disorientanti, distanti dalla realtà, un tentativo costante, per alcuni, di parlare di omosessualità solo sotto forma di “macchietta da teatrino” creando molta confusione sulla realtà gay e transessuale.

L’evento ebbe discreto successo e vedeva protagonisti, associazioni, giornalisti, personaggi della cultura e del mondo sindacale.

Da quel momento e per la prima volta le bacheche sindacali di Telecom Italia hanno ospitato notizie g/l/b/t, comunicati contro le dichiarazioni dell’on. Fini sugli insegnanti omosessuali, sulla pena di morte ancora esistente in alcuni paesi che condannano e torturano gli omosessuali, le notizie e tutto il programma del Word Gay Pride.

Oggi finalmente, dopo tanto lavoro e dopo aver bussato a lungo alle porte di segretari e dirigenti sindacali, la possibilità di aprire un nuovo” Ufficio Nuovi Diritti” all’interno di un sindacato di categoria, un sindacato che comprende aziende come Telecom Italia, Poste, Rai e Spettacolo potrà, a breve, diventare realtà.

Un compito, il nostro, sarà quello di educare chi è diseducato, per pigrizia, per antichi pregiudizi morali o per facili strumentalizzazioni politiche, per i lavoratori, mentre corsi di formazione per i delegati sindacali e per le RSU su cosa vuol dire essere omosessuali e transessuali ( sembra strano ma ancora molti non sanno quale sia la differenza), quali possano essere le discriminazioni sui posti di lavoro e il totale inserimento di questi lavoratori .

Purtroppo ancora oggi le discriminazione per orientamento sessuale sono molto frequenti, più sottili e pericolose perché meno evidenti, infatti un provvedimento disciplinare quasi mai è motivo ufficiale del proprio orientamento sessuale.

Un secondo aspetto invece, coinvolge lavoratori e lavoratrici più deboli, che rischiano di adattarsi al sopruso, conseguendo un processo di ripercussioni sulla loro autostima e di conseguenza ad autoeliminazione.

E’ da ricordare che sempre più frequenti sono le molestie sessuali da parte dei datori di lavoro nei confronti di lavoratori e lavoratrici omosessuali e soprattutto transessuali.

Proveremo, e non dovrebbe risultare compito impossibile, a fare riconoscere le coppie conviventi (ovviamente anche dello stesso sesso), all’interno delle aziende sopra indicate, per quei privilegi che tramite il CRAL solo le coppie regolarmente sposate possono usufruire, come consistenti sconti e altri tipi di agevolazioni per il proprio o la propria partner su viaggi, teatri e negozi convenzionati.

La libertà di vivere sereni la propria sessualità e la propria identità nel posto di lavoro sono un diritto da garantire a tutti e un dovere da fare rispettare.

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C’è ancora molto da fare ma personalmente sono fiducioso, credo che i tempi siano maturi per andare avanti, per avere una coscienza che ci renda più leggeri e sereni, è il tempo di rispettare la vita con tutte le sue diversità che non sono altro che elemento principale nel DNA della natura stessa.

E’ tempo di essere visibili perché è questa l’unica arma vincente su chi vuole gli omosessuali nell’ombra, ed è il proprio orgoglio che può e che deve destinare ad un futuro migliore, determinante e condizionante anche il 13 maggio andando a votare.

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