La Slovenia dice sì al matrimonio egualitario. Italia sempre più sola

Sono undici, ora, gli stati europei dove gay e lesbiche possono sposarsi. Italia al palo.

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Un altro stato europeo riconosce alle coppie gay e lesbiche il diritto di sposarsi. È la Slovenia il cui parlamento ieri sera ha abrogato tutti i riferimenti al matrimonio come unione tra un uomo e una donna presenti del diritto di famiglia vigente.

L’abrogazione è passata con 51 voti a favore e 21 contrari. Per l’estensione del diritto di matrimonio alle coppie omosessuali si sono espressi Sinistra Unita (ZI) che aveva anche fatto la proposta originaria, il partito del premier Miro Cerar (SMC), i parlamentari di ZaAB e i socialdemocratici di SD. Contro, invece, sono rimasti il Partito Democratico e Nuova Slovenia.

Il voto non è stato indolore. Mentre in parlamento si discuteva, infatti, fuori duemila persone manifestavano contro i diritti delle persone lgbt animati da motivazioni che conosciamo bene quali la presunta minaccia alla famiglia “tradizionale” e alla poligamia o, peggio, al matrimonio tra esseri umani e animali. A voto avvenuto, gli organizzatori della manifestazione hanno annunciato un referendum che punti ad impedire l’entrata in vigore della legge. Dovranno, adesso, raccogliere 40.000 firme per costringere gli sloveni ad andare al voto.

Dal 2005 le coppie gay slovene potevano usufruire di una limitata legge sulle unioni civili che escludeva però tutte le materie legate alla pensione e alla salute.

La norma approvata ieri in parlamento adesso passerà alla firma del presidente. La Slovenia diventa così l’undicesimo paese europeo a riconoscere alle coppie same-sex il diritto di sposarsi e l’Italia è sempre più isolata nel panorama occidentale.

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