A Manchester un’agenzia radicale nei casting e nell’idea di ‘modello’. Specchio della fashion revolution in corso.

Non è un caso che l’agenzia si trovi a Manchester, città che da decenni incarna al meglio il northern-soul britannico. Un’attitudine fatta di understament e scazzo, introspezione e cinismo, classe operaia che preferisce i rave al paradiso e coolness inconsapevole ma, forse per questo, imperitura.

Il corpo adolescente e magrissimo di Morrissey, i gladioli, il bob arruffato e i parka di Ian Brown degli Stone Roses. Per non parlare di tutto l’immaginario acid-house e poi rave che nell’Haçienda trovò il proprio tempio e il proprio eden: tutto successo a Manchester.
Sempre un passo indietro, o forse di lato, rispetto all’establishment londinese eppure anni luce nel futuro, nella storia minima della (sotto?)cultura.

Il posto giusto, quindi, in cui fondare un’agenzia che incarna il nuovo corso che la moda sta abbracciando, rincorrendo e idolatrando. Se fu Hedi Slimane il pioniere, che da Dior Homme stravolse l’idea di uomo, di sexy e di lusso, mettendo in crisi archetipi fino ad allora intoccabili, è recentissima l’esplosione del nuovo un-cool come protesta politica radicale nei confronti di un fashion-system ormai stantìo.

Una foto pubblicata da BROTHER MODELS (@brothermodels) in data:

Non più edulcorare lo street style fino a renderlo digeribile alle fashion victim ma inserirlo così com’è nel circuito a prezzi altissimi. Un virus autoimmune esteticamente ed economicamente.
Da qui, la necessità di un’agenzia come Brother sembra quindi semplicemente logica. Portare il reale sui catwalk, senza addolcirlo con stratagemmi che ormai avrebbero il sapore di un manierismo da telenovela. Non modelli che sembrano skater, ma semplicemente skater. Non visi spigolosi che ricordano un pugile, ma ragazzi che si prendono a pugni in palestra ogni martedì, giovedì e venerdì pomeriggio.

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L’eliminazione dell’intermediario è avvenuta nella stagionalità e nel rapporto produzione-buying raggiungendo ora il sistema del modeling.
Un passaggio anche semantico che trasforma i ragazzi in passerella da mannequin a model.
Da indossatore a Modello. Archetipo. Rappresentate totale di uno stile di vita reale. Non è un caso che mai come oggi questi teenager assurgano al ruolo di personalità passe-partout da ammirare e imitare. Dal realistico al vero.

Identità multi-tutto. Mix&Match di razze e background, di fisicità e di espressione del maschile, che nel nuovo ed eccitante corso delle cose non ha più, finalmente, niente a che fare col virile.

Brother Models gay.it 1/14 Brother from Madchester: genesi di una trasformazione
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