Gli odiati e amati anni ’90 fanno sempre discutere in fatto di moda.   A volte ritornano, e in questo caso specifico, dove tutto torna a cadenza ventennale, dopo aver rivisto il camouflage (mimetico per chi non lo sapesse) e altre opinabili tendenze tornare in auge, da qualche tempo a impazzare sono gli anni novanta […]

Gli odiati e amati anni ’90 fanno sempre discutere in fatto di moda.

 

A volte ritornano, e in questo caso specifico, dove tutto torna a cadenza ventennale, dopo aver rivisto il camouflage (mimetico per chi non lo sapesse) e altre opinabili tendenze tornare in auge, da qualche tempo a impazzare sono gli anni novanta che hanno riportato in vita jeans slavati a vita alta, felpe che non useresti nemmeno per dormire e scarpe che le Buffalo a confronto erano bellissime.

Come se non bastasse, ad inasprire ancora di più l’avvento del tanto dibattuto trend ci si sono messi un paio di designer molto in voga che hanno ben pensato di aggiungere al tutto un tocco nostalgico da giovane manifestante russo anni novanta.

Il frutto di contante ricerche stilistiche lo vedete nelle foto che riempiono i giornali di street style e per le strade: tute in acetato, sneakers da Manga giapponese, pellicciotti infeltriti, baschi e cappelli da pescatore, unite a canotte e maglie che recita loghi sovietici o frasi senza senso, il tutto naturalmente, venduto a caro prezzo, perché si sa, alla domanda corrisponde un’offerta adeguata.

Adesso, la questione che mi pongo da tempo è sempre la stessa… davvero avevamo bisogno di un ritorno al brutto? Ok, l’abito non fa il monaco, ma la tuta dentro i calzini di spugna bianchi con tanto di Nike Squalo non sarebbe meglio usarla per una festa tema?

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Probabilmente è vero, la moda rispecchia sempre la società attuale nella quale opera, ed in questo preciso momento storico effettivamente potrebbe starci… ma poi ci ripenso, ed anche no.

L’idea di una moda democratica o ancora peggio di urlare al mondo che non ci curiamo di come ci siamo conciati non va per niente d’accordo con i prezzi di questi capi e con i loghi che campeggiano ovunque come cartelloni pubblicitari… il risultato? Trash di lusso.

 

 

 

BALENCIAGA 1/12 BALENCIAGA
VETEMENTS 2/12 VETEMENTS
BALENCIAGA 3/12 BALENCIAGA
GUCCI 4/12 GUCCI
Gosha Rubchinskiy x Fila 5/12 Gosha Rubchinskiy x Fila
NIKE 6/12 NIKE
VETEMENTS 7/12 VETEMENTS
Gosha Rubchinskiy 8/12 Gosha Rubchinskiy
ACNE STUDIOS 9/12 ACNE STUDIOS
Gosha Rubchinskiy 10/12 Gosha Rubchinskiy
PRADA 11/12 PRADA
GUCCI 12/12 GUCCI

1 commento su “Moda, quei ritorni che è meglio se non tornassero

  1. pensa che io so talmente povero che mi vesto da sempre con i vestiti di mio fratello… rigorosamente anni 90.
    ritorno al brutto?
    di brutto ultimemante vedo i risvoltini e gente solo vestita di nero…..
    preferisco morire, piuttosto che uniformarmi al mondo della moda…
    essere alla moda vuol dire vestirsi come le vetrine.
    avere stile e gusto è un altra cosa….

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