Addio nostra signora fluida, addio Sonia Rykiel

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I pantaloni maschili sulle donne. Fu una delle prime a intuire il rapporto che un designer deve avere con la propria anima di stylist.

Sonia Rykiel
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L’ultimo respiro nella sua Parigi. Aveva 86 anni. E’ morta oggi Sonia Rykiel, una delle più grandi e rivoluzionarie designer di moda della storia, icona ispiratrice del successivo pret-a-porter francese, regina assoluta della maglieria.
Sonia Flis era il suo vero nome. Era nata a Parigi il 25 maggio del 1930, madre romena, padre polacco. A 18 anni iniziò la sua carriera come vetrinista, ma scoprì la sua vena creativa di stilista e designer di moda quando, nel 1968, incinta della sua prima figlia, dovette creare per se stessa un vestito di maglia per star comoda. Fu quella la scintilla da cui Sonia Rykiel partì, per fare della maglieria il proprio mantra stilistico, il grimaldello con il quale ribaltare alcuni schemi ingessati della moda dell’epoca.
Un maglia attillata a righe fu l’inizio di tutto. Una fluidità di forme che era l’anticamera della fluidità di genere. Suo marito Sam Rykiel era proprietario di una boutique del XIV, così lei un po’ per gioco, un po’ per caso si butta a far pullover per la bottega del marito. Nasce l’iconico pullover a righe.

sonia rykiel
Sonia Rykiel

Ispirata dai tumulti intellettuali dell’esistenzialismo parigino, Sonia senza remore inizia a proporre abiti tradizionali, ma stilizzati con dettagli sbagliati, accostamenti tra sera e giorno, pezzi senza orli, accessori spropositati, pezzi sottosopra, rovesciati, una piuma buttata là a caso, una forma fuori scala e un vestito fuori moda. Ecco allora il pantalone maschile addosso alle donne che diventa una delle più accecanti icone sessantottine di sempre. E poi le cascate di ruches fatte rotolare a caso, quasi a sfregio, come fosse un look mixato con un H&M di oggi, e mentre l’imbalsamata haute couture di Parigi relegava ancora certi stilemi estetici a una borghesia che avesse l’alito profumato di nobiltà, Sonia farfugliava di Sartre e con Warhol, discuteva con Camus, faceva la comunista insomma. La comunista esistenzialista, anzi. La comunista esistenzialista che stava con gli artisti sulla Rive Gauche e mischiava androginia e femminilità, il maschio e la femmina sul corpo delle donne che dovevano stare allegre, leggere diamine!, fregatevene, dovete essere chic come volete voi, mica come vi dice qualcun altro!

Nel 2012 Sonia Rykiel annunciò di avere il Parkinson.
Sonia Rykiel fu una delle prime a intuire il rapporto che un designer deve avere con la propria anima di stylist. La storia della moda le ha dato ragione. Salutiamo oggi una delle più grandi di sempre.

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