INTIMO DA MOSTRARE

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Elastico che spunta e marca bene in vista. Stretto low-rise oppure largo e comodo. Slip e boxer sono diventati un accessorio di rilevo da abbinare col resto dell'abbigliamento.

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“Dimmi che intimo porti e ti dirò chi sei” è un po’ il motto di chi ritiene che anche dietro la scelta di questi capi vi siano legami con la personalità. In ogni caso, aldilà di ogni possibile risvolto psicologico, è pur vero che oggi, rispetto al passato, l’underwear occupa una posizione più importante: mentre prima stava solo “sotto” e poco importava che fosse appropriato, oggi è un capo a completamento del look, un vero e proprio accessorio. Si operano scelte e abbinamenti.
Pezzo forte: le mutande. slip, boxer o qualsiasi altra forma questo capo assuma, le alternative sono moltissime.

La maggior parte dei modelli sono a vita bassa, coerentemente con il resto del vestiario; quelli di Aussiebum, ad esempio, raggiungono livelli estremamente low.
Tuttavia è diffusissima la tendenza (discutibile a mio parere) dell’elastico alto con marchio ben in vista. La marca ostentata che spunta dai jeans si affianca all’orientamento per così dire “rapper” o “skater”: slip e boxer molto ampi in cui il livello della vita si alza notevolmente.

Situazione analoga anche per i volumi: da un lato assumono forme attillate e minimal, in modo che la biancheria occupi lo spazio essenziale e non risulti ingrombrante nei pantaloni; per chi invece ama la comodità, le dimensioni sono ampie, lasciando tutta la libertà necessaria.
Ce n’è per tutti i gusti, e l’espressione diventa letterale se si considerano gli slip Essence al ginseng
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Ce n’è per tutti i gusti, e l’espressione diventa letterale se si considerano gli slip Essence al ginseng di marca Aussiebum. Questo particolare capo contiene delle microcapsule a rilascio lento che apportano beneficio alla pelle, rivitalizzandola grazie agli estratti della radice cinese. Un prodotto in linea con l’attuale orientamento del mercato: si punta alla realizzazione di indumenti tecnologicamente all’avanguardia, risultato di studi specifici che accostano vantaggi ulteriori ed innovativi a quelli per cui il capo è originariamente pensato; basti pensare alla diffusione di jersey, lycra e microfibre come nuovi tessuti particolarmente adatti a dare più comfort all’intimo.
Quanto ai colori, le formule sono tantissime e si allontanano sempre di più dalle trame usuali: le tinte unite assumono toni molto accesi, magari con bordi in contrasto;

le fantasie vanno da stampe estremamente eccentriche come quelle di Intisimissimi, alle righe che sopolano in più tonalità e larghezze. Da evitare assolutamente le stampe cupe che richiamano a tratti la biancheria del nonno. A proposito di colore, degna di nota quella sorta di

allergia generalizzata per il bianco, come se il suo utilizzo nell’intimo fosse una specie di eresia: in realtà il bianco mantiene il suo fascino ed è il più adatto all’underwear; D&G come Dsquared2 ne hanno fatto una scelta.
In abbinamento a slip e boxer le magliette e le canottiere. Tuttavia, dato il livello di elaborazione che i vari marchi hanno concentrato nella loro realizzazione, non mostrare l’intimo sarebbe un vero peccato, motivo per cui slip e boxer vengono spesso utilizzati come veri e propri indumenti.
Anche l’underwear dunque ha le sue regole e allora è meglio seguirle. Sarebbe un vero peccato esser mal giudicati solo per un paio di mutande.
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