L’AUTO CHE VERRÀ

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Al Salone di Parigi, decine di prototipi disegnano le linee che faranno tendenza. Dalla vettura senza abitacolo della Citroen alla monovolume tutta vetri della Suzuki.

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È l’evento automobilistico dell’anno a livello mondiale, con un milione e mezzo di visitatori e 11mila giornalisti specializzati previsti. Ma il Salone dell’Auto di Parigi, che si tiene dal 30 settembre al 15 ottobre, è anche l’occasione per scoprire quali follie i progettisti si sono inventati per vivacizzare il mercato delle quattro ruote. È qui infatti che le case presentano i loro prototipi avveniristici, prodotti mai visti prima che segnano le linee di tendenza da cui non si potrà prescindere nel prossimo futuro.

Uno dei modelli più accattivanti è sicuramente la Citroën Métisse, a metà tra una batmobile e una vasca da bagno su quattro ruote: la sua linea è talmente innovativa che sembra di trovarsi di fronte a un auto cui manchi l’abitacolo. Infatti è alta solo un metro e 24 centimetri ma in compenso le sue altre dimensioni sono di tutto rispetto: 4,74 di lunghezza e oltre due metri di larghezza consentono a questa coupé di ospitare quattro persone comode comode, e persino salire in vettura è agevole grazie alle aperture che sollevano anche una porzione del tettuccio. I sedili, poi, sono a guscio d’uovo per garantire il massimo comfort e una eleganza da far invidia a chiunque. E anche se il posto di guida non è regolabile se non in altezza, c’è la possibilità di adattare completamente al guidatore la posizione dei comandi grazie a un sistema di regolazione sofisticato per volante e pedaliera. A rendere ancora più affascinante sedere nella Citroën Métisse c’è il poggiatesta che scende magicamente dal tetto…

Il cambio è gestito da una pratica leva in alluminio posta proprio accanto alla console centrale dove si trovano anche tutti gli altri comando come la navigazione, la regolazione del sedile, del volante e della pedaliera, l’apertura del bagagliaio, la regolazione dell’altezza di scocca e ancora la modalità sport della sospensione. E naturalmente una enorme quantità di innovazioni tecnologiche impreziosiscono la nuova concept-car della casa francese, dotata di un sistema di alimentazione ibrido diesel ed elettrico che prevede una modalità ZEV (Zero Emission Vehicle) particolarmente indicato in città: in sostanza si possono percorrere alcuni chilometri a velocità moderate usando solo il sistema di propulsione elettrico e in totale silenziosità, che sarebbe a dire farsi ammirare sul viale dello shopping scivolando sull’asfalto come una divina apparizione. Fico, no?

Dalla Francia al Giappone

continua in seconda pagina^d

Dalla Francia al Giappone. Un altro prototipo davvero interessante lo ha mostrato la Suzuki con la Splash, piccolo gioiello di cui si sa già che entrerà in produzione. La linea è quella di una monovolume, paffuta e grintosa: si mostra con un parabrezza assai ampio la cui linea avvolgente prosegue anche nei finestrini, tanto che sembra di vedere una vettura completamente ricoperta di superfici vetrate. Per quanto riguarda la “sorpresa” contenuta nel cofano, per ora è dato sapere che sarà un quattro cilindri a benzina da 1,2 litri probabilmente con un cambio automatico a quattro marce, anche se è facile che al mercato europeo sia fatta una proposta più ampia. Che magari potrebbe includere anche l’opzione trazione integrale…

Ancora più aggressiva la linea della proposta che viene dalla Repubblica Ceca, la Skoda Joyster, anche questa – pare – destinata a entrare in produzione. Si tratta di una compatta di cui possiamo commentare solo la linea che riprende un po’ quella della Roomster, soprattutto nel tettuccio che appare appoggiato a mo’ di coperchio. La linea grintosa viene dai finestrini che si piegano all’insù nella parte posteriore, riprendendo anche il design dei fanali anteriori. E anche se le superfici vetrate della Joyster non sono percentualmente così importanti, l’impressione è quella di una vettura che garantisce una visibilità decisamente ottima.

Terminiamo questo piccolo excursus sulle concept-car presentate al Salone di Parigi saltando al di là dell’Atlantico e sbirciando all’interno della Chevrolet WTCC Ultra che sembra uscita da un fumetto di fantascienza: le forme sono esagerate e spigolose, come un fisico palestrato e ben definito messo in mostra con troppa tracotanza. Ma al di sotto di quest’immagine da bonazzo irraggiungibile potrebbe covare in realtà una berlina che ha grosse possibilità di abbandonare i bozzetti dei progettisti e fare il suo debutto nelle linee di montaggio. Di certo sarà prodotto il motore: un turbodiesel due litri con 190 cv che debutterà nel listino Captiva e Lacetti nel corso del 2007.

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