L’hipster è morto, arriva lo “yuccie”

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Ieri yuppie, oggi hipster, domani yuccie. Dite addio ai risvoltini e barbe coi fiori.

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New York, anni ’80, un esercito di giovani di belle speranze, freschi di laurea nei college della Ivy League, affollava le strade di Wall Street nell’ America del benessere di Reagan: nasceva il professionista rampante, lo Young Urban Professionist, per la massa Yuppie, il giovane alla Wolf of Wall Street, ufficio di giorno, cocaina e Studio 54 di notte.

Lo Yuppie è il parente prossimo dell’odierno Hipster: l’esistenzialista moderno riconoscibile grazie a jeans skinny, rigorosamente con i risvoltini, barba (talvolta ornata, ma questa è un’altra storia ) e moustache. L’Hipster è quel ragazzo fico che vedete spostarsi in bici ai Navigli, o camperare fuori dai locali di rione Monti e Testaccio.

Lo so, tutto vorrebbe l’Hipster state of mind come il fenomeno del momento, ma baffoni e giacchetto di pelle sono pronti ad essere soppiantati, o meglio inglobati, da un nuovo tipo di intellettuale. Dimenticate i libri di James Franco e le camicie a quadrettoni signore & signori, YUCCIE is the new way.

Lo Young Urban Creative è come l’iPod che diventa iPhone, la perfetta sintesi tra la sete di fama e riconoscimento dello yuppie e l’anti-ambizione individualista (ed un po’ bohemienne) dell’Hipster.

David Infante (Mashable.com) ha sapientemente inquadrato questo nuovo role-model delineando un ipotetico manifesto del movimento:

Lo Yuccie ha come scopo ultimo diventare ricco in fretta preservando la sua autonomia creativa e vuole essere pagato per realizzare le PROPRIE idee, non più astrazione ma concetto tanto tangibile quanto monetizzabile. lo Yuccie ha bisogno di sentirsi dire (più e più volte) che il suo talento è unico.

Ok, partendo dal presupposto che il vero Hipster (quello tutto Jazz & Dada) è stato ormai soppiantato dal modello benetton o dai manzi di TheBeardedHomo , cosa ne pensate di questo nuovo ibrido?

Pare che lo Yuccie si lascerà alla spalle i tanto discussi (e odiati) risvoltini a favore di uno stile più rigoroso e urbano, senza però rinunciare a quel tocco da enfant terrible come il tatuaggio da intravedersi sotto la camicia.

Occhi aperti ragazzi, potrebbero essere già tra di noi.

di Davide Bertolino

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