LE SFILATE DI MILANO

In passerella: Cavalli, Trussardi, Fendi, Valentino, Versus

Galleria delle sfilate di Milano

La moda maschile fa un po’ le pulci alla Bibbia. Beh, se è per questo la moda fa un po’ le pulci a tutto: alla Bibbia, a Dallas, al Medioevo, alla Cina e al Giappone, ai mari e ai monti, al cinema muto e ai Telefoni bianchi.

La moda maschile in particolare, però, è come il libro della Genesi al contrario poiché è figlia di quella femminile, è un po’ Adamo che nasce dalla costola di Eva: ne ripercorre i temi, le ispirazioni ma non propone mai nulla di decisamente nuovo. E’ una sorta di gravidanza isterica il cui parto consiste in tanto fumo e niente arrosto.

E quest’anno l’arrosto si serve in salsa military chic, con dettagli dorati e soprattutto con il pelo dell’animale.

Si comincia da TRUSSARDI che propone montoni con taglio a vivo sopra pantaloni fascianti legati in vita da una cintura di maglia con lacci di coccodrillo. E’ uno zoo ambulante, una sorta di museo delle cere animali che i modelli si scarrozzano per la passerella: montoni, nappe, pony, cavallini intarsiati, geometrici o intagliati al laser. I colori sono il prugna, il marrone e il verde muschio.

Da FENDI va in scena un motociclista colto che non disdegna la pelle ma preferisce le forme degli anni ’60: piccoli giubbini con inserti di maglia, pantaloni a vita bassa in tonalità acide, camicie svasate e cappotti di pelo. L’impatto è il risultato di una fusione tra caserma e Oxford University. Da non dimenticare il casco di pelo, dettaglio di stagione.

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ROBERTO CAVALLI, nuovo idolo di tutti quelli a cui può capitare ogni sciagura ma Dio li scampi dal passare inosservati, rimette in scena se stesso e ogni stagione colpisce mirabilmente nel segno.

Camicie preziose ricamate di fiori a strass, gilet e cappotti in pelliccia, montoni girati con colli di volpe, giubbini da motociclisti tempestati di borchie e strass sopra le solite maglie con gli animal-prints che hanno fatto la fortuna della maison. Per chi può, per chi ne ha il coraggio e la sfacciataggine, è stata pensata anche la moto con inserti di pelliccia. Qualche maligno buyer mormora indispettito: "Sembra Tom Ford di due anni fa’".

A casa JIL SANDER, anche se occorrerebbe dire a casa PRADA, si tira un sospiro si sollievo dopo due stagioni senza JIL e senza il suo impeccabile e pulitissimo stile. Da novembre è stato arruolato MILAN VUKMIROVIC, ex buyer dell’ultrasnob Colette. E il giovane ha saputo rispolverare l’eleganza di un tempo: trench, cappotti e ancora trench dal taglio sartoriale; dolcevita a un filo sotto i completi giacca-pantalone: tutto military chic un po’ tenebroso nei colori della notte, sembrava un notturno di Chopin riscritto da Satie.

VALENTINO cita l’eleganza di Jude Law del "Talento di Mr Ripley": stampe otical all over persino sul cavallino, pantaloni classici con pinces, cappotti in pelo di canguro mischiati in un equilibrio alto-borghese di grande raffinatezza. Non mancano i dettagli chic&choc: lo smoking è profilato con il visone e le cravatte sono in pelliccia.

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BOY GEORGE anima la fine della seconda giornata della moda alla sfilata di VERSUS. In platea Rupert Everett con la coppia Colombari-Costacurta assistono al defilè del ragazzo versace. Tanto bianco e nero con inserti di draghi rossi ricamati, peli e pellicce e ancora colli di pelo, optical e incursioni di tuchese.

Prossimo appuntamento con le sfilate di Miyake, D&G, Gucci, Missoni e D-Sqared.

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