MASCHIO IN CALDO

A Pitti Immagine Uomo le collezioni dell’estate 2003. Catastrofe annunciata: torna di moda il tamarro. Tra ballerini, figli d’arte, vip da lifting e occhiali gay, la cronaca bollente dello show.

FIRENZE – In un caldo asfissiante, alla soglia dei 40 gradi, si apre Pitti Immagine Uomo. Giapponesi tabagisti a go go, americani biascicanti e anche qualche transfuga dell’Europa ex comunista. Un successo, rispetto alla passata edizione "ammazzata" dall’ attentato alle torri gemelle. Ovviamente, come in ogni rassegna modaiola (in)degna di questo nome, non possono mancare le finocchie fashion. Di tutte le età e tutte le taglie squittiscono in pantaloni a mezza chiappa e occhiali da sole in lenti bianche fumeè.

Ospiti da ammirare pochi, neanche un grande fratellino, un modellino. In compenso c’è il ballerino della de Filippi, tale Kledi (foto accanto al titolo), prezzemolino del momento. Per gli amanti del geriatrico Alain Delon si è fatto vedere da Pirelli per la presentazione di una linea di sportswear. Uno scempio indegno. Inutile lavoro del chirurgo plastico per un simulacro del bell’uomo che fu. Il tempo non ha pietà per nessuno. Meno male che nello stesso stand deambulava Alessandro Gassman (foto sotto), che è proprio un bel vedere, anche vestito. Nessuna menzione per Christian Vadim, figlio della Deneuve, che ha lo stesso sex appeal di un cocomero.

Cattiveria a parte la collezione per l’estate 2003 è all’insegna della buccia di cipolla e del fluo. Buccia di cipolla per i tessuti leggerissimi e fluo per i colori al limite dello scostumato. Come di consueto le sezioni più interessanti sono L’Altro Uomo e Affinità Elettive. Come si annusava già da un po’ la catastrofe annunciata è immanente: ritorna di moda il tamarro. Rivedremo il cinturone borchiato in pandant col bracciale di cuoio e argento. Gli accessori più divertenti sono quelli di Devil’s Skin in cuoio lavorato metallo e turchesi. Interessanti le sacche in jeans delavè sdrucito ed inserti in pelle "vissuta". Da abbinare, per toccare il fondo della perdizione, con i cappellini ad uncinetto di Grevi. Se a voi il tamarro proprio no, nelle sezione Affinità Elettive si trovano gli accessori very english di Suzanne Cooper, per cappelli, cravatte e borse da vera signora. Anche se, ahimè, nessuno ci salverà dal cromatismo bandierone che pare affliggere anche cinture e cravatte. Tanto vale allora divertirsi, con la collezione tutta ispirata al circo di Messaggerie.

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Per le froce più spinte si vedono le babbuccette etniche di Babouche, nei colori arancio, verde e giallo oro. Punta enorme e suola a terra. Scomodissime alla vista, ma molto trendy.

Inopinabilmente i volumi si allargano, persino nei pantaloni da giacca, la vita rimane bassa e i tessuti si alleggeriscono. Veri e propri veli di lino e cotone per pantaloni a righe colorate e orrendi pois grandi come meloni. Se siete appassionati del genere Gherarderschi soddisferà le vostre voglie.

Un respiro di sollievo si tira con Antonio Marras, che propone una collezione stropicciata, informale, tuttavia molto elegante. Bellissimo lo smoking lavato e appeso senza stirare, da indossare con una semplice t-shirt bianca. Influenze sarde, ma anche internazionali, per un uomo che viaggia e ha poco tempo per il ferro da stiro.

Una curiosità per l’ottica: Bi’s & Curious, Guys, Girls, Gays, come da titolo, si rivolge apertamente anche al pubblico omo, con una line di occhiali in celluloide e metallo che trae ispirazione dalla vecchia Hollywood.

L’istallazione alla Stazione Leopolda è Intermission 1 di Heidi Slimane, direttore creativo di Dior Homme. Costosissima per la ricostruzione della Galerie des Glaces della reggia di Versailles e del giardino labirinto è una delle più complesse e impegnative produzioni realizzate negli ultimi anni. "Uno spazio fra arte e moda, fra due stati mentali in conflitto" come recita l’introduzione del libro – catalogo, edito da Charta. Il che può significare tutto e niente, come la moda.

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di Paola Faggioli