Una donna dirigerà la XII mostra d’architettura di Venezia

L’eminente architetto giapponese Kazujo Sejima, recente premio Pritzker, al vertice di “People meet in architecture” in programma dal 29 agosto al 21 novembre ai Giardini e all’Arsenale di Venezia.

Per la prima volta nella sua storia, la Mostra Internazionale d’Architettura di Venezia, in programma dal 29 agosto al 21 novembre e arrivata alla dodicesima edizione, sarà diretta da una donna. Il prestigioso compito è stato infatti affidato all’eminente architetto giapponese Kazujo Sejima, recentemente insignita del premio Pritzker, una sorta di Nobel del settore, insieme all’inseparabile collega Ryue Nishizawa. Considerata uno dei massimi architetti al mondo, Kazujo Sejima è apprezzata soprattutto per l’approccio fortemente innovativo in rottura con la rigidità della progettazione ‘classica’ e un personale uso astratto degli spazi che rivoluziona il rapporto tra il corpo e l’ambiente con cui si trova a interagire, con grande uso di trasparenze vitree e forme allungate: una delle sue opere più note è l’elegante Dior Building a Tokyo. Per lei l’architettura è fondamentalmente “uno strumento che facilita la relazione”

Intitolata “People meet in architecture” (“La gente si incontra nell’architettura”), la mostra organizzata dalla Biennale con la direzione di Paolo Baratta verrà allestita al Palazzo delle Esposizioni ai Giardini e all’Arsenale e coinvolgerà una cinquantina tra studi di architettura, ingegneri e vari artisti provenienti da tutto il mondo.

“La dodicesima Mostra è una riflessione sull’architettura” spiega Kazujo Sejima. “Il primo decennio del ventunesimo secolo si sta chiudendo in un susseguirsi di cambiamenti radicali. In questo contesto in rapida evoluzione, l’architettura può farsi portavoce di nuovi valori e moderni stili di vita? Questa mostra è l’occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell’architettura e per dar conto della sua  pluralità di approcci. Ogni suo orientamento è in funzione di un modo di vivere diverso.

La sensazione diffusa è quella di vivere in una società post-ideologica. Siamo più che mai parte della Rete. La comunicazione mediata condiziona le relazioni interpersonali. La nostra cultura, così come la nostra economia, da tempo sono diventate globali. Tutto ciò ha cambiato non solo le condizioni materiali del nostro presente, ma anche il modo in cui lo concepiamo. In questo contesto, siamo convinti che l’architettura abbia un ruolo importante: ha il potere di aprire nuovi orizzonti. Le sue visioni sono il risultato di una pluralità di voci e punti di vista; esprimono in pieno quella nuova idea di libertà che caratterizza il vivere contemporaneo”.

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Tre le opere più curiose che verranno presentate, spicca una nuvola vera riprodotta artificialmente dentro una stanza da Transsolar Klimaengineering in collaborazione con Tetsuo Kondo.

Durante la Mostra, è prevista una serie di dibattiti denominata “I sabati dell’architettura” in cui si potrà discutere con critici e celebri architetti internazionali ripercorrendo a ritroso la storia delle mostre precedenti. L’incontro settimanale sarà curato da un precedente direttore della Mostra, l’ultimo dei quali è l’architetto gay Aaron Betsky, in programma sabato 30 ottobre presso il Teatro alle Tese dell’Arsenale col dibattito dal titolo “Beyond Beyond Building” (“Oltre, oltre il costruire”).

La giuria assegnerà il Leone d’Oro per la migliore “Partecipazione nazionale”, per il miglior progetto della Mostra e per un promettente giovane architetto. È previsto un vernissage dell’evento in tre giorni consecutivi, dal 26 al 28 agosto.