VA IN SCENA IL DESIGN

Il Salone del Mobile ha aperto i battenti ieri negli stand della Fiera di Milano. Un’occasione unica per godere del design italiano e non solo. IED dedica al tema del Tempio un evento fuorisalone.

Giunge alla sua 47esima edizione la fiera del design che fa impazzire gli italiani, leaders in questo settore, e non solo. Il Salone Internazionale del Mobile trova casa, come ogni anno, negli spazi della Fiera di Milano, capitale della moda, del design, del mobile e del gusto. Il mix di tutti questi elementi crea vere delizie per le pupille delle migliaia di visitatori che ogni anno affollano l’happening.

I 200.000 appassionati del design, del mobile bello a vedersi e comodo a usarsi, riempiono le sale del Salone per conoscere le mode e le tendenze dei prossimi anni.

Nella sale scenografiche e d’impatto è possibile assistere a vere opere d’arte da mettere in salotto, in camera o in cucina. I 2000 espositori, invece, si dividono in 3 grandi categorie che suggeriscono altrettanti percorsi per godere appieno delle meraviglie che il Salone è in grado di offrire. Le 3 sezioni in cui è divisa la Fiera sono: il Salone Internazionale Del Mobile e Salone Internazionale del Complemento d’arredo (padiglioni: 1,2,3,4 per il classico; 5,6,7,8,10,12 per il design; 9,11,13,15 per il moderno); Euroluce, Salone Internazionale dell’illuminazione (padiglioni: 14,16,18,20,22,24); il SaloneSatellite (padiglioni: 22,24) ospiterà le opere di 500 future promesse provenienti da 23 tra le più prestigiose scuole internazionali di design.

Non poteva mancare all’appuntamento l’Italia, padrona di casa e da sempre osservata con attenzione dai professionisti del mobile. Il nostro Paese sarà presente anche fuorisalone con lo IED (Istituto Europeo di Design) che ha sede proprio a Milano. Gli studenti del prestigioso istituto presenteranno, dal 20 al 23 aprile nello Spazio Teatro IED Moda Labdi Via Pompeo Leoni 3, cinque progetti che rappresentano un tempio inteso non solo come luogo di culto, ma anche come luogo di incontro, all’interno del quale sono previsti una biblioteca, un’aula congressi, un’area ristoro e due musei, di cui uno temporaneo e uno permanente.

Ideale la convivenza di dodici credi religiosi auspicata nelle visioni degli studenti…

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Ideale la convivenza di dodici credi religiosi auspicata nelle visioni degli studenti: dai tre di matrice Abramica -Ebraismo, Cristianesimo e Islam- ai tre di origine Induista -Induismo, Buddismo e Giainismo- ai tre estremo orientali -Confucianesimo, Taoismo e Scintoismo- all’antico Zoroastrismo al Sickismo sino alle religioni animiste.

I lavori degli studenti poggiano le loro fondamenta su un ambizioso progetto: l’inserimento del Tempio della pace nel piano territoriale di Torreano di Martignacco (Udine) che prevede un’area destinata al tempio e alla medioteca della pace, delle religioni, del design.

Grazie all’incontro tra Luca Cendali, docente IED del Corso Triennale di Interior Design e l’imprenditore Antonio Maria Bardelli, proprietario di Città Fiera e del parco annesso dove sorgerà il tempio – l’inizio dei lavori è previsto per il 2015 – è avvenuto il coinvolgimento degli studenti IED, invitati a progettare il loro luogo di culto.

I progetti in mostra sono:

In transito di Yuji Kobayashi e Claudia Reder.
Le 3 aree principali sono: la mezza sfera (zona d’incontro)
il volume centrale (zone individuali)
il passaggio esterno con staccionata e scala, che sottolinea il concetto di passaggio e riprende l’ antica idea del tempio come “recinto”.

L´occhio spirituale di Clara Cantù, Anja Kuebler ed Elena Marini.
«L’occhio spirituale rappresenta il desiderio di ogni uomo di cercare al di fuori del mondo terreno la propria divinità. Quadrato, spirale e cerchio sono gli elementi utilizzati per costruire un percorso di cultura, purificazione e ascesa al divino. Il progetto è suddiviso in tre piani che mantengono queste caratteristiche. L’ultimo, la sala del culto, è composto da una zona di preghiera comune a tutte le religioni su cui si aprono undici nicchie. In ognuna di esse abbiamo voluto mantenere l’identità di ogni cultura attraverso materiali, simboli e oggetti caratteristici».

Il 4° elemento di Arnt-Jensen Vibeke e Chiara Polenghi.
Le diversità delle religioni convergono nell’unicità dell’acqua. Al piano terra ogni religione ha uno spazio proprio riservato al culto; quattro fiumi si uniscono al centro in un fonte d’acqua comune. Il primo piano ospita il museo d’arte sacra, la sala convegni, la biblioteca e l’area ristoro.

Armonia Archetipa di Matteo Cupella e Simone Franco Sessi.
“Ogni religione, pur complessa che sia, ritrova le sue radici in pochi, ma precisi messaggi: Armonia con se stessi, Armonia con gli altri, Armonia con il mondo circostante. Nel progetto sono stati ricostruiti questi tre aspetti, ricorrendo alla geometria (cerchio, quadrato e triangolo), alla numerologia e alla scala musicale di Do (quella più armonica), il tutto proporzionato in sezione aurea. Si sono ottenuti 16 spazi destinati alle religioni e quattro ausiliari al piano terra, mentre al primo piano è stato ubicato il museo. Tutti gli spazi possono essere utilizzati contemporaneamente in maniera autonoma e aperti a una fruibilità più ampia, in modo che la struttura, orientata secondo i quattro punti cardinali, viva in modo armonico”.

Sistema religioni di Cristina Barbieri, Gianmatteo Malchiodi e Federica Carla Rosa.
“Il progetto si pone l’obiettivo di far convivere in un unico spazio undici religioni uniche e distinte, che si fondono in un sistema perfetto. L’edificio consta di due livelli: il piano terra, adibito alle attività di supporto, quali sala conferenze, biblioteca – internet point, bar, museo fisso e museo mobile, adattato per l’occasione a museo fotografico; e il primo piano, spazio unico dedicato ai riti delle undici religioni viventi”.

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