1

Dolci, Gabbana, Cina, scuse e altre storie

di

Stefano Gabbana e Domenico Dolce da giorni nella bufera in Cina, tra spot con cannoli, presunti haker, insulti social e scuse virali.

CONDIVIDI
95 Condivisioni Facebook 95 Twitter Google WhatsApp
1274 1

Dagli spot alle liti social, ecco cosa è successo a Shanghai.

Una ragazza asiatica in total look Dolce & Gabbana intenta a mangiare un enorme cannolo siciliano. Fin qui niente di strano direte. Se non fosse che, ironicamente, la modella cercava di mangiare, senza riuscirci, con le bacchette, che sono costate care al brand italiano accusato di razzismo e sessismo. Quelli che dovevano essere tre short movie divertenti si sono trasformati in un incubo social, e pur essendo spariti dopo poche ore dai canali dell’azienda, erano già diventati virali e presenti ovunque in Cina indignando milioni di persone. Aggiungeteci che la Cina il paese più popolato del mondo, ed ecco serviti tutti gli ingredienti per dare il via ad un disastro social. Tutti tranne la ciliegina: un post di Diet Prada che mostra lo screenshoot di una chat in cui Stefano Gabbana, rispondendo a una critica proprio agli spot incriminati, sembra offendere la Cina, i suoi abitanti e la sua cultura. Ecco, ora è proprio tutto: un vero e proprio tornado che ha travolto il brand ed è costato a Dolce & Gabbana l’annullamento del mega evento  programmato a Shanghai, l’indignazione delle testate più autorevoli, la rinuncia alla sfilata di modelle, agenzie e celebrities cinesi e la rimozione dei prodotti del brand dai principali siti e-commerce cinesi.

A poco e niente è servito il tentativo di salvare il salvabile pubblicando post che recitano NOT ME, diventati virali in poche ore, e dichiarando che l’account aziendale e quello personale di Gabbana era stato hackerato per calmare i cittadini della seconda potenza economica mondiale: sembra che l’Ufficio per gli affari culturali della città a seguito delle numerose segnalazioni abbia deciso di non autorizzare lo svolgimento del grande show.

Oggi, ultimo ma non per ultimo è arrivato il messaggio di scuse: un breve video, presto diventato virale per il tono tenuto dai due stilisti, lo sfondo, l’abbigliamento cupo, i lividi volti.

Ecco l’ennesimo caso che dimostra la potenza dei nuovi strumenti di comunicazione: che sia giusto o sbagliato, il via vai di post e lo sharing selvaggio ha reso un errore di comunicazione un vero e proprio caso di stato che oltre a ledere l’immagine di quello che era tra i brand più amati in Cina, potrebbe avere anche disastrose ripercussioni economiche su tutta l’azienda. Una condanna aspra, forse troppo.

Ciò che invece posso rimarcare con certezza, e ne è la riprova questo caso, è l’importanza di darsi dei limiti e delle responsabilità anche online: verba volant, scripta manent, soprattutto quando si è “personaggio pubblico“.

 

Leggi   Bon Voyage, la nuova campagna super sexy di ES Collection
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...

Commenta l'articolo...

1 comment

  1. Nayo Deen Rispondi

    Roy Niko Romeo potrei semplicemente darti dell’imbecille, perché sono pigro e noto che spesso i tuoi commenti su questo sito non sono ragionati, ma sono invece di pancia.

    tuttavia sprecherò giusto 2 parole: stefano gabbana si comporta in modo maleducato, in passato come barilla ha attaccato indirettamente i gay (2015), attaccando i bambini nati con inseminazione artificiale e utero in affitto… offendendo quindi non solo i gay che vi fanno ricorso, ma anche le coppie eterosessuali, nelle quali almeno uno dei 2 partner è sterile. Bambini sintetici li ha chiamati, aggiungendo pure innaturali. Proprio come per barilla si è trattato di un insulto alla comunità lgbt italiana ben sapendo che questo genere di atteggiamento è permesso in italia. Purtroppo nel momento in cui la sua intervista, come per barilla, è uscita fuori dai confini italiani… c’è stata una protesta generale nel resto del mondo… con boicottaggio… il ché ha costretto stefano gabbana a tornare sui suoi passi, creando pure dei prodotti di dubbia qualità che mostrano coppie omogenitoriali pensati per fermare il boicottaggio, e limitare la perdità di denaro… inutile dirti che quei prodotti erano orribili. In seguito stefano gabbana si è distinto mostrando la sua misogenia, insultando a freddo la pagina social di una persona americana che lavora nello spettacolo, di nuovo sono partite critiche e boicottaggi, non contento il signor gabbana ci riprova di nuovo, creando una pubblicità umiliante nei confronti dei cinesi, nella quale si intende implicitamente che la cultura cinese è inferiore a quella italiana, che il cazzo italiano è molto più grosso di quello cinese, e che le cinesi farebbero fatica a prendersi un “bel cazzone italiano”… insomma nella pubblicità rivolta agli asiatici, per convincere a spendere soldi sui prodotti D&G gabbana dà ai maschi cinesi, dei micro dotati sessualmente e chiede alle cinesi se sono in grado di prendersi un cazzo italiano. Se questo non bastasse, è stato fatto notare a stefano gabbana che quella sua pubblicità era razzista, al che stefano gabbana sul suo profilo instagram ha detto chiaramente: che me ne frega di cosa potrebbero pensare i cinesi, posso benissimo vivere senza i loro soldi, sono semplicemente persone che puzzano e vivono in un paese di merda. neanche a farlo apposta questo messaggio è arrivato agli occhi dei cinesi, questi cinesi a differenza dei gay italiani, ai quali si può dire di tutto, che tanto non si lamentano ed accettano a testa bassa, questi cinesi si sono infuriati e nel giro di un solo giorno non solo è stato annullato il grande evento di apertura della nuova collezione D&G, ma i prodotti D&G sono anche stati tolti da tutti i negozi online cinesi, di fatto rendendo impossibile a tutti i cinesi comperare prodotti D&G. Nel giro di 48 ore invece i prodotti D&G sono stati tolti sia dalla più grande catena di negozi fisici di vestiti presente in cina, sia dalla più grande catena di negozi online internazionale.

    i cinesi hanno dimostrato in questo modo, a differenza dei gay italiani, che quando vengono insultati riescono ad agire in modo veloce ed efficiente, boicottando chi li insulta e rendendo impossibile vendere all’azienda colpevole la vendita dei propri prodotti su suolo cinese.

    nel momento in cui stefano gabbana si è reso conto che non avrebbe potuto fare come si fa in italia con i gay, dove li si può insultare e pestare senza ripercussione alcuna… stefano gabbana ha provato in ogni modo di evitare di perdere ulteriori soldi a causa della sua enorme maleducazioni, bigotteria, omofobia, provincialismo e razzismo.

    dapprima stefano gabbana ha finto di non essere stato lui a postare quei messaggi bigotti, accusando un ipotetico hacker, poi ha stampato gli insulti con sovrascritto a caratteri cubitali rossi, NOT ME, sostenendo di non essere una persona omofoba e razzista, infine ha postato su youtube delle scuse false.

    I cinesi che a quanto pare non sono stupidi quanto gli italiani, hanno subito capito che quelle scuse non erano sincere, e che l’unico motivo per il quale l’arrogante ed altezzoso stefano gabbana si è abbassato a farle è per puro e semplice amore per i soldi.

    Infatti i cinesi sanno bene che pur essendo stefano gabbana nel torto, stefano gabbana non si sarebbe mai abbassato ad ammettere le proprie colpe, se la cina fosse tuttora un paese di “poveri straccioni”… è infatti a causa del fatto che 1 terzo dei ricavi e guadagni ottenuti dal mercato del lusso provengano dalla cina, che spinge stefano gabbana a scusarsi.

    Io non so quanto a lungo durerà questo boicottaggio, ma sono comunque contento, infatti non ho mai sopportato questo stupido gay arricchito di destra, ed i suoi continui attacchi alla comunità lgbt italiana.

    non so se leggerai questo messaggio, ma spero di averti illuminato.